Fulvio Collovati, 63 anni, ha giocato 6 anni col Milan e 4 con l’Inter
Fulvio Collovati, 63 anni, ha giocato 6 anni col Milan e 4 con l’Inter
diMattia Todisco Il Milan di oggi come quello della "stella". Il decimo scudetto, datato 1979, arrivato con una rosa della quale faceva parte anche Fulvio Collovati. "Ora salgono tutti sul carro dei rossoneri, ma due mesi fa dissi che andavano tenuti in considerazione per il titolo", dice l’ex centrale azzurro. Perché ne è così convinto? "Ibrahimovic ha fatto crescere tutti, hanno un’autostima che ha portato i giocatori più in alto. Non sono più forti di quelli della Juventus, ma ci credono. Nel ‘79 conquistammo lo scudetto con Rivera nei panni di guida che oggi ricopre Ibrahimovic....

diMattia Todisco

Il Milan di oggi come quello della "stella". Il decimo scudetto, datato 1979, arrivato con una rosa della quale faceva parte anche Fulvio Collovati. "Ora salgono tutti sul carro dei rossoneri, ma due mesi fa dissi che andavano tenuti in considerazione per il titolo", dice l’ex centrale azzurro.

Perché ne è così convinto? "Ibrahimovic ha fatto crescere tutti, hanno un’autostima che ha portato i giocatori più in alto. Non sono più forti di quelli della Juventus, ma ci credono. Nel ‘79 conquistammo lo scudetto con Rivera nei panni di guida che oggi ricopre Ibrahimovic. Gli altri erano giovani: io, Baresi, Maldera. Non eravamo uno squadrone, ma avevamo fiducia. E vincemmo".

Crede che i rossoneri abbiano più chance rispetto all’Inter? "Le metto al 50% di possibilità per ciascuna. I nerazzurri hanno avuto l’incidente di percorso dell’eliminazione dalle coppe europee, ma essere fuori dalla Champions è uno stimolo in più".

Con le due milanesi davanti vediamo un copione diverso da quello degli ultimi anni. È una buona notizia per l’immagine della Serie A?

"Sicuramente. C’eravamo abituati alla quotidianità di una Juventus dominante. L’Inter era già nell’aria potesse prima o poi arrivare ad alti livelli. Il Milan è la sorpresa positiva. Al di là di quanto fatto nel finale della scorsa stagione, rimettersi in moto in questa non era per nulla scontato".

Si aspettava una Juventus così indietro?

"No. Non si può sempre vincere, ma il distacco dalla vetta è inaspettato. Credo abbia influito, dal punto di vista tecnico, il fatto che sia ancora indecifrabile. Non si sa quale sia il centrocampo titolare, cosa che al Milan o all’Inter è più facile capire. Anche la difesa mi pare molto più fragile rispetto agli altri anni".

Vista la riflessione sull’Inter, pensa che la Juve possa concentrarsi più sulla Champions qualora dovesse restare ancora lontana dalla vetta?

"Si tratta di un torneo diverso, in cui si gioca sempre per stare dentro o fuori. In Europa non hai chance di rifarti quando sbagli. Può fare un ottimo cammino, ma vale a prescindere da quel che succederà in campionato".

E le altre italiane impegnate nelle coppe?

"Quelle in Europa League le vedo bene perché non ci sono grandi favorite. Napoli e Roma possono arrivare in fondo, magari non il Milan perché se resta così avanti in classifica sarà distratto dal campionato. La Juve può fare un ottimo torneo, a prescindere dal campionato. Sperando che Lazio e Atalanta facciano altrettanto".

Il mercato porterà dei grandi cambiamenti?

"Non credo sconvolgerà molto. Non ci sono soldi, forse ci sono anche pochi giocatori che possono fare la differenza. Giusto De Paul, che onestamente vedrei bene dappertutto".

Si aspetta delle richieste particolari da parte di Conte alla dirigenza interista?

"Chiederà sicuramente qualcosa in più perché sa che ha un’occasione più unica che rara in chiave scudetto. Prenderanno un’alternativa a Lukaku, immagino, ma non credo stravolgeranno la rosa".