di Paolo Franci Questa, più che una storia di squadre e nobiltà è un’avventura di uomini del pallone. Un gioco di destini incastrato tra le tre dimensioni dello sport più amato: passato e futuro, col presente a fare da giudice. E’ la storia di Paulo Fonseca, unico allenatore straniero qui da noi, alla guida dell’unica squadra che ci è rimasta nelle Coppe. Lui, il portoghese poco amato a Roma, sfida un altro uomo, Erik Ten Hag tecnico dell’Ajax che ha già scolpito il passato sfiorando l’impresa più grande in Champions. Ricordate? Fece fuori la Juve due anni fa giocando il calcio più bello, ma fu vittima dell’eccesso di purezza del suo calcio. E il futuro di...

di Paolo Franci

Questa, più che una storia di squadre e nobiltà è un’avventura di uomini del pallone. Un gioco di destini incastrato tra le tre dimensioni dello sport più amato: passato e futuro, col presente a fare da giudice. E’ la storia di Paulo Fonseca, unico allenatore straniero qui da noi, alla guida dell’unica squadra che ci è rimasta nelle Coppe. Lui, il portoghese poco amato a Roma, sfida un altro uomo, Erik Ten Hag tecnico dell’Ajax che ha già scolpito il passato sfiorando l’impresa più grande in Champions. Ricordate? Fece fuori la Juve due anni fa giocando il calcio più bello, ma fu vittima dell’eccesso di purezza del suo calcio. E il futuro di costoro - che come in quel film con Sean Connery diverrà leggenda di uomini straordinari solo alzando la Coppa - si incrocia con quella di altri uomini che hanno scolpito il passato e gli incroci del destino: Chris Smalling e Henrikh Mkhitaryan.

E’ il 24 maggio 2017, finale di Europa League a Solna tra Manchester United e Ajax e l’high light che oggi si inonda di giallorosso è straordinariamente bello: Chris fa la sponda, Henrikh la mette dentro con una giravolta acrobatica. E’ il gol del raddoppio – il primo di Pogba, matador del Milan - che regala il trofeo allo United. E lui, ‘Micky’, in quell’edizione trascinò i Red Devils alla finale segnando 4 gol in trasferta. Hai visto mai?

In questa storia c’è la Magnifica Ossessione di Pep Guardiola. Lui che viene ingaggiato per vincerla, la Coppona, ma non la vince più. Sulla sua strada incrocia quello sfacciato di Erling Braut Haaland, presente al Dortmund e, per il futuro, venghino signore e signori e mettetevi in fila. Ci sono tutte le big classiche a provare a prenderlo, come recita quel film di Spielberg. E, of course, c’è anche Pep. E pensa tu se quel ragazzone alto e impunito sbattesse fuori Pep per poi segnare per lui dalla prossima stagione. Ve l’abbiamo detto, questa è una storia di uomini e se Pep deve fare i conti con la sua ossessione, c’è chi l’ha ingaggiato come il Bayern, ma poi la Coppa l’ha vinta con l’uomo nuovo del calcio mondiale, Hans-Dieter Flick, recente passato superatomico perchè ha vinto tutto, presente luminoso e futuro da incrociare con il Psg. E qui saranno scintille, una cosa tipo Godzilla contro King Kong. Perchè si sfideranno Mbappè e Lewandowski, giusto per dirne una e ne resterà uno soltanto, di questi uomini straordinari. E con loro, se ne andranno Neymar, Verratti e Kean, oppure Alaba, Sanè e Muller. Peccato eh?

Per non parlare dell’incrocio tra quelli che la Coppona l’hanno alzata eccome: Klopp e Zidane, ma anche e soprattutto quella fattoria del talento che cresce in camiseta blanca, da Vinicius ad Asensio, ragazzi straordinari che studiano da uomini straordinari quali sono già e da tempo i loro ‘compadres’ Karim Benzema, Sergio Ramos e Luka Modric. Se la vedranno con la fabbrica di cioccolata Rossa messa su dal Willy Wonka del pallone, Jurgen Klopp. E le sue prelibatezze le conosciamo bene: Salah, Firmino, Manè, Van Dijk, loro si che l’hanno scritta la leggenda straordinaria: ricordate come eliminarono il Barcellona? Eppoi, ancora, il Chelsea- E il Porto che fa lo spiritoso con la Juve, twittando: "Noi aspettiamo il sorteggio. E voi?", che raffinati umoristi eh? Loro, i portoghesi, straordinari per l’impresa con la Juve, ma molto meno per stile ed eleganza.