Tre italiani nei primi quattro alla Gand-Wevelgem: peccato che il primo posto sia di un altro. Non uno qualsiasi: Wout Van Aert, basta la parola. Troppo forte per Nizzolo, Trentin e Colbrelli, finiti in scia. A Cholet, invece, c’è un italiano nei primi uno: Elia Viviani, che non vinceva dall’estate 2019. Il suo...

Tre italiani nei primi quattro alla Gand-Wevelgem: peccato che il primo posto sia di un altro. Non uno qualsiasi: Wout Van Aert, basta la parola. Troppo forte per Nizzolo, Trentin e Colbrelli, finiti in scia. A Cholet, invece, c’è un italiano nei primi uno: Elia Viviani, che non vinceva dall’estate 2019. Il suo ritorno al successo è anche una conferma: fra corse e corsette, è la settima domenica su otto che uno dei nostri fa festa. Precedenza alla Gand-Wevelgem, prima tappa di una campagna del Nord che in Belgio procede con strettissime misure anticovid. Talmente rigorose che ieri, oltre alla Trek di Pedersen e Stuyven a causa di due positività in squadra, non ha potuto prendere il via la Bora di Ackermann e Oss, messa in quarantena dopo un caso della scorsa settimana, decisione contestata dal team. Incontestabile il successo di Van Aert, il terzo stagionale dopo le due tappe alla Tirreno: è il belga a selezionare sul Kemmelberg il gruppetto di nove uomini, poi ridotto a sette, che si gioca la classica, è sempre lui a dominare lo sprint su Nizzolo, Trentin, terzo come un anno fa, e Colbrelli. Volata vincente anche per Elia Viviani, che premia la scelta della squadra di farlo correre in Francia rinunciando alla Gand-Wevelgem: a Cholet l’olimpionico firma la prima vittoria col team per cui corre dal 2020 battendo lo spagnolo Aberasturi e il francese Bouhanni, poi retrocesso. "Meritavo questa vittoria per i sacrifici fatti, dovevo solo sbloccarmi", dice azzurro. In Catalogna ultima tappa al belga Thomas De Gendt, vittoria finale per Adam Yates sui compagni Porte e Thomas.

a. cos.