La delusione di Kylian Mbappé, 22 anni: il suo grande talento non è bastato per portare avanti la Francia contro una Svizzera super. E ha sbagliato il rigore decisivo.
La delusione di Kylian Mbappé, 22 anni: il suo grande talento non è bastato per portare avanti la Francia contro una Svizzera super. E ha sbagliato il rigore decisivo.
di Mattia Todisco La Svizzera fa il miracolo. Batte la Francia campione del mondo, la elimina da Euro 2020 e porta a casa la qualificazione ai quarti di finale, dove affronterà la Spagna. Un’impresa compiuta in vari atti, restando avanti a lungo 1-0 e fallendo il rigore del raddoppio, cadendo fino al 3-1 e rialzandosi per il 3-3 del 90’, poi tramutato in successo ai rigori, fatale l’errore di Mbappé. In campo è stata battaglia vera. Per quasi un’ora gli elvetici concedono pochissimo e creano i presupposti per una clamorosa impresa. Dopo la sconfitta contro l’Italia, dura nel punteggio e nelle impressioni,...

di Mattia Todisco

La Svizzera fa il miracolo. Batte la Francia campione del mondo, la elimina da Euro 2020 e porta a casa la qualificazione ai quarti di finale, dove affronterà la Spagna. Un’impresa compiuta in vari atti, restando avanti a lungo 1-0 e fallendo il rigore del raddoppio, cadendo fino al 3-1 e rialzandosi per il 3-3 del 90’, poi tramutato in successo ai rigori, fatale l’errore di Mbappé.

In campo è stata battaglia vera. Per quasi un’ora gli elvetici concedono pochissimo e creano i presupposti per una clamorosa impresa. Dopo la sconfitta contro l’Italia, dura nel punteggio e nelle impressioni, Xhaka aveva sottolineato che pochi vogliono la palla in squadra. La risposta è d’orgoglio, come quella già vista con la Turchia. La squadra ha metabolizzato le critiche interne ed è ripartita con fiducia, assimilando il rischio di stare alta con la linea difensiva, anche contro gli scatti di Mbappé. Lavora sulle preventive, sui raddoppi, cercando di opporre la propria qualità a quella dei francesi e mettendoci quel pizzico di cattiveria in più quando avanza. Il gol di testa realizzato da Seferovic al quarto d’ora arriva con sette giocatori nella trequarti avversaria, disposti orizzontalmente per tutto l’arco offensivo. Non è un caso, è un’idea coraggiosa che si concretizza. Uno schiaffo che la Francia fatica a digerire. Chiaro, quando la squadra di Deschamps si distende è difficile starle dietro, ma la Svizzera non rinuncia mai alle sortite offensive e questo costringe i “galletti” a dare sempre un occhio alle proprie spalle. Inoltre le palle alte si rivelano un problema contro la batteria di saltatori in biancorosso, tanto che a un paio di buone occasioni per Rabiot (cross per Benzema deviato in extremis da Sommer e conclusione dalla distanza di poco a lato) fa da contraltare un’inzuccata di Embolo che non c’entra lo specchio.

Quando però hai la possibilità di dare un colpo ferale a un’avversaria così, non puoi concederti titubanze. Ricardo Rodriguez, al contrario, fallisce il rigore che può portare avanti di due lunghezze la Svizzera facendosi ipnotizzare da Lloris dopo che Pavard ha travolto Zuber in area (rigore segnalato dal Var Irrati al fischietto argentino Rapallini). Psicologicamente inizia tutta un’altra partita. Una Francia atterrita diviene leonina, Benzema (che non l’aveva mai vista) sfodera uno stop a seguire di tacco in area che gli permette di presentarsi al cospetto di Sommer per l’1-1 e giusto due minuti più tardi firma a porta vuota il sorpasso riprendendo una respinta del portiere su Griezmann. A un quarto d’ora dalla fine Pogba, che nella Francia assomiglia molto più alla versione juventina che a quella di Manchester, fa tris con un destro a giro e pensa di aver scacciato lo spavento. Petkovic, invece, crede ancora nel miracolo e viene ripagato dai suoi. Seferovic fa 3-2, Gavranovic segna il pari in fuorigioco, al secondo tentativo è tutto buono. C’è anche una traversa di Coman al 94’, a un passo dai supplementari, nei quali Mbappé fallisce una clamorosa opportunità. Prima dell’epilogo ai calci di rigore.