UN GRAZIE di cuore per gli auguri, l’affetto e l’amicizia: lo ha inviato la famiglia Schumacher ai milioni di tifosi del campionissimo tedesco che in queste ore spengono idealmente le sue 50 candeline, ma anche tengono accesa la speranza di poterlo riabbracciare. Così, alla vigilia del compleanno, la moglie Corinna e i figli Mick e Gina Maria hanno voluto ringraziare tutti per la vicinanza in un giorno particolare, che tra l’altro cade pochi giorni dopo la ricorrenza del tragico incidente del 29 dicembre 2013 che gli ha procurato gravi danni cerebrali e la lontananza dalla scena pubblica.

«Siamo felici di poter festeggiare il 50esimo compleanno di Michael con voi e vi diciamo grazie, dal profondo dei nostri cuori, per poterlo fare insieme», scrive la famiglia che, «come regalo per Michael», ha annunciato la creazione di una app per celebrarne i successi. «Vi preghiamo di capire che stiamo seguendo i desideri di Michael, se teniamo un argomento così sensibile come la salute, come è sempre stato, nella privacy. Potete stare certi che è nelle mani migliori e stiamo facendo tutto quanto umanamente possibile per aiutarlo».

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di LEO TURRINI

«Non amo i paragoni fra campioni di epoche diverse, ma sicuramente Schumi è uno dei più grandi di sempre. Persino al di là dei numeri...» Michael Schumacher taglia oggi il traguardo dei 50 anni, nel silenzio di una convalescenza infinita. Mauro Forghieri, l’uomo che ha cambiato la storia dell’automobilismo del Novecento, braccio destro del Drake di Maranello, ricorda bene il sette volte iridato di F1. «L’ho visto arrivare nel Circo quando mi occupavo dei motori Lamborghini per i Gran Premi – sospira l’ingegnere –. Era il 1991, sembra ieri...»

Fu subito chiaro che aveva qualcosa in più dei colleghi?

«Vede, io sono convinto di una cosa: Schumi ha perfezionato con il suo talento la rivoluzione avviata da Niki Lauda e da Ayrton Senna».

In che senso?

«L’austriaco e il brasiliano, fra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta, introdussero il concetto del pilota totale. Erano attentissimi alla forma fisica, con Niki e Ayrton finisce l’era del driver sciupafemmine, nottambulo e dotato solo, si fa per dire, di coraggio estremo. In più, Lauda e Senna esaltano il valore aggiunto della competenza tecnica. Schumi li imita e li supera».

Era più forte?

«Questo non possiamo saperlo, perché la tecnologia cambia rapidamente e le macchine sono sempre diverse. Ma il tedesco è bravissimo ad adattarsi ai mutamenti, senza mai diventare prigioniero della vettura».

Ci metteva del suo, insomma.

«Sempre! Anzi, se uno guarda la sua carriera si stupisce non per le tante vittorie, bensì per i risultati che ha ottenuto quando non disponeva della monoposto più veloce».

Sette titoli mondiali, 91 Gran Premi vinti: sembravano record inavvicinabili, eppure ormai Lewis Hamilton sta per raggiungerlo.

«La classe di Hamilton è fuori discussione. Si sta dimostrando il migliore tra i suoi contemporanei».

Quindi sarà lui a demolire i primati dell’ex ferrarista?

«Beh, paradossalmente dipende dalla Ferrari, l’azienda cui Schumacher ha donato una nuova giovinezza con i suoi successi. Se a Maranello danno a Vettel e a Leclerc una macchina alla altezza della Mercedes, allora Hamilton dovrà aspettare. Altrimenti, nel giro di due anni i record di Michael crolleranno. Ma lui resterà sempre e comunque inimitabile».