Franck Kessié, 24 anni, ha firmato il raddoppio del Milan su rigore
Franck Kessié, 24 anni, ha firmato il raddoppio del Milan su rigore
Paolo Franci Una lezione di calcio in undici, figlia di una superiorità attualmente indiscutibile, griffata dallo straordinario Ibra Show.. E un’altra lezione sull’essere squadra quando c’è da soffrire, combattere e sudare. Così il professor Pioli ha stravinto la sfida con Mou. Così il Milan ha piegato una Roma confusa e infelice e ancora irrisolta. L’attesa è elettrica, sentita e non solo perchè il Napoli l’ha risolta di misura a Salerno. Oltre agli scontati motivi di classifica e di vertice, con l’Inter che si è riavvicinata, per il Milan misurarsi con Mourinho ha sempre un sapore speciale, dall’antico aroma di derby. Però, il...

Paolo Franci

Una lezione di calcio in undici, figlia di una superiorità attualmente indiscutibile, griffata dallo straordinario Ibra Show.. E un’altra lezione sull’essere squadra quando c’è da soffrire, combattere e sudare. Così il professor Pioli ha stravinto la sfida con Mou. Così il Milan ha piegato una Roma confusa e infelice e ancora irrisolta.

L’attesa è elettrica, sentita e non solo perchè il Napoli l’ha risolta di misura a Salerno. Oltre agli scontati motivi di classifica e di vertice, con l’Inter che si è riavvicinata, per il Milan misurarsi con Mourinho ha sempre un sapore speciale, dall’antico aroma di derby. Però, il portoghese è molto meno Special di una decina di anni fa. Alla vigilia, evidentemente nervoso, ha innescato i primi duelli con i giornalisti trigoriani, accusandoli di concentrarsi troppo su chi per ora è stato ’epurato’ - Diawara, Borja Mayoral, VIllar e Reynolds - dopo i sei gol presi con il Bodo Glimt: "Siete più interessati ai convocati o ai non convocati?". La sua è senza dubbio una roulette giallorossa soprattutto al cospetto di chi è già squadra. E allora ecco che lo Special è assai più Normal e chi, invece, è molto meno reclamizzato come Stefanino Pioli di cose speciali ne sta facendo. E non da oggi.

Fin qui, i desideri, quel che è accaduto finora e le tensioni in casa romanista. Poi c’è la partita, che spesso non ricalca valori e differenze. E’ il bello del pallone. In questo caso però, il primo tempo è l’unità di misura della distanza che attualmente corre tra il Milan e la Roma. I ragazzi di Pioli si muovono come unico organismo. Quelli di Mou a strappi, ogni tanto traballando e in alcuni momenti così frenetici da far credere che non abbiano assimilato ciò che Mou chiede.

Dunque, se in avvio un paio di colpi di lama di Pellegrini spaventano il Milan, la squadra di Pioli è subito reattiva. A centrocampo la differenza di peso e palleggio è evidente, tanto che la ricerca della verticale su Zaniolo e Karsdorp diventa l’unica via per la Roma. Nel frattempo il Milan cresce e comanda, creando e sfiorando il gol con Ibra e Leao in particolare, entrambi in serata mica male. E infatti. Leao prende la punizione dal limite, spostato sulla sinistra. Ibra piazza la palla, Rui Patricio si piazza male, al centro della porta. Errore fatale del portoghese e per Ibra è una sciocchezza metterla nell’angolo lontano. Per lo svedese sono 400 gol. Da qui la Roma va in confusione e il Milan che la gestisce molto bene, ha un solo torto: non affonda come deve per segnare il secondo gol che suonerebbe come un rintocco di mezzanotte per la tribù che traballa di Mourinho.

In avvio di ripresa Ibra fa il bis, ma il Var cancella la prodezza: fuorigioco. Il Milan spreca tanto, troppo. Ma è sempre Ibra. Ancora Ibra. Altro gol in fuorigioco e poi il contatto con Ibanez. Maresca lo va a vedere e conferma. Sul dischetto, Kessie è una sentenza. Ibra ha fatto tutto quel che c’era da fare. Gol, giocate, il rigore e dopo un’ora scarsa di gioco Pioli lo toglie. E fa bene, meglio non rischiare no? Però poi, Theo la fa grossa con quel secondo giallo che diventa rosso a 24 minuti dalla fine. C’è da soffrire fino al 96’. E questo gran bel Milan sa fare anche questo.