Edin Dzeko, 35 anni, ha siglato ieri il suo sesto gol in campionato: decisivo il suo ingresso nella ripresa al posto di un Correa ieri non ai suoi soliti livelli
Edin Dzeko, 35 anni, ha siglato ieri il suo sesto gol in campionato: decisivo il suo ingresso nella ripresa al posto di un Correa ieri non ai suoi soliti livelli
di Mattia Todisco Un’altra rimonta dell’Inter. In campionato sta diventando un evento che si ripete spesso, soprattutto in trasferta. Era accaduto a Verona e Firenze, è successo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Un’ora di grande difficoltà, un gol di scarto da recuperare fino a che Inzaghi non mette mano alla panchina, stavolta cambiandone addirittura quattro in una volta sola. Il mattatore è Dzeko, che dei subentranti fa parte. Segna subito e si guadagna un rigore trasformato da Martinez. Così il migliore attacco della Serie A (22 centri) viene trascinato dalle sue punte verso il successo per 2-1. L’avvio dell’Inter lascia presagire...

di Mattia Todisco

Un’altra rimonta dell’Inter. In campionato sta diventando un evento che si ripete spesso, soprattutto in trasferta. Era accaduto a Verona e Firenze, è successo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Un’ora di grande difficoltà, un gol di scarto da recuperare fino a che Inzaghi non mette mano alla panchina, stavolta cambiandone addirittura quattro in una volta sola.

Il mattatore è Dzeko, che dei subentranti fa parte. Segna subito e si guadagna un rigore trasformato da Martinez. Così il migliore attacco della Serie A (22 centri) viene trascinato dalle sue punte verso il successo per 2-1. L’avvio dell’Inter lascia presagire quel che in realtà non avviene. La squadra lavora bene sul recupero palla, ha un’ottima occasione con Barella (diagonale a lato). I problemi nascono quando la palla arriva dalle parti di Handanovic, perché uscire dal basso si rivela molto complicato e i neroverdi azzannano chi ha il possesso in ogni circostanza. Gli errori di tocco si moltiplicano, lo spazio per Boga diventa invitante. L’esterno ha la possibilità di giocare come predilige e fa capitolare Skriniar, che lo stende in area e permette a Berardi di portare avanti i suoi dal dischetto.

La reazione degli ospiti è disordinata. Le occasioni ci sono, da ambo le parti. Il Sassuolo ha spazio e gamba, dopo il vantaggio cambia volto e arretra ad aspettare per poter colpire. Handanovic smanaccia in corner su una perla al volo di Berardi evitando un passivo peggiore. Dall’altra parte Calhanoglu pennella una punizione per Dumfries e Defrel nega a Perisic un gol a un metro dalla porta.

La punta diventa protagonista anche in attacco, quando raccoglie un madornale errore in retropassaggio di De Vrij e cerca un contatto con Handanovic che non trova. Bravo l’estremo difensore ad evitare il contatto, altrettanto Pairetto a cogliere che non c’è alcun fallo. Inzaghi decide di non cambiare dopo l’intervallo e si accorge presto di quanto invece serva una scossa dalla panchina.

Solo le grandi parate di Handanovic tengono in piedi i campioni d’Italia, aggrappati al passivo minore fino a quando, come detto, il tecnico non usa un singolo slot per cambiarne quattro. Il Sassuolo capisce tardi come prendere le contromisure e Dzeko, tra i subentranti, fa centro al primo pallone che Perisic gli recapita in testa. Moralmente è un colpo difficile da digerire per i neroverdi, più volte a un passo dal colpo del possibile k.o. A gara impattata arriva il tempo di rifiatare.

Lo fanno anche i padroni di casa, che riescono a gestire il momento complicato restando in parità. L’impasse è superata o almeno così sembra. La linea difensiva di Dionisi si perde Dzeko su uno splendido invito in verticale di Brozovic e Consigli stende il bosniaco prima di agguantare il pallone. Martinez, che nel resto della sfida sbaglia praticamente tutto, è invece irreprensibile dagli undici metri. Nei minuti finali il muro interista regge bene, in contropiede crescono le chance per aumentare il bottino. Quando Dzeko sigla la possibile doppietta è qualche centimetro troppo avanti rispetto all’ultimo difensore avversario. Basta quel che già ha fatto per dare la vittoria all’Inter. Sesto centro in stagione, tutti in campionato. L’ombra di Lukaku, per ora, non sembra pesare.