C’è un positivo nel ciclismo italiano: stavolta non è covid, ma doping. Per la precisione epo, sostanza rilevata in un test a sorpresa a Matteo De Bonis, 25 anni, alla seconda stagione con la Vini Zabù. Il vero guaio per il team toscano è che si tratta del secondo episodio in pochi mesi: nello scorso...

C’è un positivo nel ciclismo italiano: stavolta non è covid, ma doping. Per la precisione epo, sostanza rilevata in un test a sorpresa a Matteo De Bonis, 25 anni, alla seconda stagione con la Vini Zabù. Il vero guaio per il team toscano è che si tratta del secondo episodio in pochi mesi: nello scorso ottobre, al Giro d’Italia, a non superare i controlli prima della terzultima tappa era stato Matteo Spreafico, positivo all’ostarina. Da regolamento, due casi in un anno prevedono lo stop della squadra per un periodo fra i 15 e i 45 giorni: se verrà applicata la sanzione più pesante, la formazione di Citracca e Scinto rischia di non partecipare al Giro, dove figura tra le invitate. La decisione potrebbe arrivare in tempi brevi. A quanto annunciato dall’Uci, De Bonis è risultato positivo ad un controllo effettuato lo scorso 16 febbraio a Fondi, in provincia di Latina, dalla Ita, l’agenzia di riferimento per la lotta al doping alla quale la federazione mondiale si affida da quest’anno. Ora il corridore, che in questa stagione non ha ancora gareggiato, può chiedere le controanalisi. Un procedimento è stato aperto anche nei confronti del velocista francese Nacer Bouhanni, reo di aver spinto contro le transenne l’inglese Stewart nello sprint vinto domenica a Cholet da Elia Viviani: la scorrettezza è costata al britannico la frattura della mano. Oggi in Belgio si corre la Attraverso le Fiandre, prova generale del Fiandre di Pasqua: con Alaphilippe e Van der Poel ci sono i nostri Bettiol, Nizzolo, Colbrelli, Trentin e Viviani.

a. cos.