Mattia Todisco La stagione dei rinnovi per i calciatori dell’Inter è stata inaugurata con Lautaro Martinez e non finirà così. Ci sono almeno altri due pilastri della squadra che sono in odore di prolungamento, Marcelo Brozovic e Nicolò Barella. Nel caso del croato, l’operazione è necessaria per motivi economici oltre che tecnici. È in scadenza a giugno 2022, se non firma entro gennaio può discutere con chi vuole del suo futuro senza lasciare un soldo in cassa all’Inter. Marotta e Ausilio vorrebbero evitare che accada e hanno una sponda nella volontà del centrocampista,...

Mattia Todisco

La stagione dei rinnovi per i calciatori dell’Inter è stata inaugurata con Lautaro Martinez e non finirà così. Ci sono almeno altri due pilastri della squadra che sono in odore di prolungamento, Marcelo Brozovic e Nicolò Barella. Nel caso del croato, l’operazione è necessaria per motivi economici oltre che tecnici. È in scadenza a giugno 2022, se non firma entro gennaio può discutere con chi vuole del suo futuro senza lasciare un soldo in cassa all’Inter. Marotta e Ausilio vorrebbero evitare che accada e hanno una sponda nella volontà del centrocampista, che ha messo i nerazzurri in cima alle preferenze. Da tempo è un "titolarissimo". Non ha ancora saltato una partita, Inzaghi lo ha tolto dal campo solo quando doveva rifiatare per la vicinanza dei tanti impegni o se il risultato era considerato acquisito. Il giocatore sa di avere un ruolo cruciale, non è detto che sia così altrove. Proprio lo status raggiunto fa sì che le richieste per gli emolumenti siano importanti. Guadagna 3,5 milioni l’anno, a fronte di compagni che giocano molto meno e guadagnano tanto di più, vedi Vidal e Sanchez ma anche quel Calhanoglu (5 netti a stagione) arrivato solo l’estate scorsa. La quota accordata dai dirigenti al turco potrebbe convincere Brozovic, ma non ci si è ancora seduti attorno a un tavolo con l’entourage. In caso di rottura si andrà avanti così fino al termine del contratto e poi sarà il giocatore a valutare le proposte. Affiancato al croato in mezzo al campo e suo grande amico, Nicolò Barella dovrebbe passare anch’egli in sede a breve. La questione non riguarda scadenze vicine: il contratto con l’azzurro è valido fino al 2024. Si tratta di riconoscere al ragazzo quanto merita, certamente più dei 2,5 milioni annui che oggi percepisce. Con la prossima firma dovrebbe arrivare a 4,5 fino al 2026, soprattutto è oggi l’erede designato di Samir Handanovic per mettere la fascia al braccio, soprattutto qualora lo sloveno dovesse decidere di non restare all’Inter per la prossima stagione. L’attuale capitano è in scadenza, l’Inter sta pensando a Onana (libero da giugno), potrebbe tenere l’esperto portiere come dodicesimo o inaugurare un corso completamente nuovo. Tra non molto ci sarà una finestra invernale dei trasferimenti in cui i margini di manovra dipenderanno molto dalla qualificazione o meno agli ottavi di Champions League. Posto che l’Inter si sente coperta in tutti i ruoli, se qualcuno dovesse chiedere di andare a giocare altrove scatterebbe la caccia ai sostituti. In tal senso va monitorata la situazione di Sanchez, il più pagato della rosa. Ha mostrato un po’ di insofferenza per lo scarso impiego, anche davanti a una sostituzione a metà secondo tempo dopo aver ben figurato a Empoli mercoledì scorso. Se deciderà di cambiare aria (e troverà qualcuno disposto a pagargli i 7 milioni netti annui) occhio a Jovic, che il Real Madrid potrebbe cedere in prestito.