Antonio Conte, 51 anni, tre scudetti vinti in Italia più uno in Premier: qui con Romelu Lukaku, il giocatore che ha fortissimamente voluto per il suo progetto
Antonio Conte, 51 anni, tre scudetti vinti in Italia più uno in Premier: qui con Romelu Lukaku, il giocatore che ha fortissimamente voluto per il suo progetto
di Mattia Todisco C’è da scommettere sul fatto che il primo ad essere contento, da interista, sia proprio José Mourinho. Antonio Conte lo ha superato, almeno nella statistica riguardante i punti messi assieme dopo le prime 25 giornate rispetto all’annata del Triplete. Sono 59 quelli della stagione in corso, all’Inter è accaduto di averne almeno altrettanti solo con Mancini nel 200607 (66) e 200708 (61) e con il portoghese nel 200809 (59). Alla fine è sempre arrivato lo scudetto. Erano invece 55 allo stesso punto del percorso nel 2010. La...

di Mattia Todisco

C’è da scommettere sul fatto che il primo ad essere contento, da interista, sia proprio José Mourinho. Antonio Conte lo ha superato, almeno nella statistica riguardante i punti messi assieme dopo le prime 25 giornate rispetto all’annata del Triplete. Sono 59 quelli della stagione in corso, all’Inter è accaduto di averne almeno altrettanti solo con Mancini nel 200607 (66) e 200708 (61) e con il portoghese nel 200809 (59). Alla fine è sempre arrivato lo scudetto. Erano invece 55 allo stesso punto del percorso nel 2010. La stagione del Triplete, chiusa come a Conte non potrà più capitare. La Champions è svanita presto in autunno, la Coppa Italia poche settimane fa. In Serie A, però, il lavoro di un anno e mezzo sta pagando e gli episodi girano nella direzione giusta. Anche in partite nelle quali la palla circola con meno qualità e persino il Parma, penultimo, diventa un avversario ostico.

Sono le classiche serate in cui il segnale positivo è dato dal fatto di aver portato a casa il bottino pieno nonostante qualche piccola difficoltà. Esistono tutte le possibilità per mantenere un ritmo superiore a quello di undici anni fa, da qui a maggio. Quell’Inter era impegnata su tre fronti e si fermò a 82, sufficienti per tenere dietro la Roma a 80. La rosa attuale deve gestire un solo torneo, anche se rannicchiato in un numero di settimane nettamente inferiori e con un discreto numero di turni infrasettimanali.

La vera differenza sta nei trofei che complessivamente i giocatori avevano già vinto allora (l’Inter aveva quattro scudetti di fila alle spalle e qualche altro trofeo racimolato qui e là) e quelli che al contrario mancano a quasi tutti in bacheca nel gruppo di Conte.

Finora la paura non ha attanagliato le gambe, lunedì c’è un test di alto livello contro l’Atalanta che farà da ulteriore esame di maturità. La garanzia di poter contare su uno spirito vincente passa proprio dal tecnico, che di scudetti ne ha vinti tre (più una Premier League) sempre mantenendo un passo molto rapido fino al raggiungimento della matematica certezza del titolo.

Dovessero vincere tutte le tredici partite a disposizione i nerazzurri arriverebbero a 97. Impossibile superare i 102 del Conte-ter, l’ultimo alla Juventus, mentre c’è ancora tutto il tempo per arrivare agli 84 del primo scudetto e agli 87 del secondo conquistati dall’allenatore pugliese a Torino. Record a cui Conte non sta certamente pensando, il primo traguardo è arrivare allo scudetto, con qualsivoglia punteggio finale. Vorrebbe dire aver spezzato l’egemonia della Juventus, proprio come lui piegò la maledizione di una squadra che dopo Calciopoli aveva visto la B e diversi campionati senza gloria, l’ultimo dei quali terminato al settimo posto prima della nuova era.