Oksana Masters con la bandiera americana in una foto tratta dal suo profilo Twitter
Oksana Masters con la bandiera americana in una foto tratta dal suo profilo Twitter

Arrendersi non è contemplato, neanche se sei nata a pochi chilometri da un disastro nucleare e ne porti i segni visibili sul corpo. Oksana Masters, 32 anni, lo sa da quando il fato le ha messo la vita in salita: venuta al mondo in Ucraina con gravi malformazioni dovute al disastro di Chernobyl, ha trovato negli Stati Uniti la sua strada per dire al mondo che non aveva intenzione di lasciarsi fermare. L’ha preso a pugni, quel destino, magari aiutata dal fatto di essere cresciuta a Louisville, Kentucky, la patria di Cassius Clay-Muhammad-Ali.

Abbandonata in un orfanotrofio dai genitori naturali, adottata dall’insegnante americano Gay Masters, costretta a subire l’amputazione delle gambe, negli Stati Uniti la ragazza ha ricevuto le cure necessarie e ha iniziato a praticare sport diversi. E’ stata la prima americana a vincere le paralimpiadi sia in versione invernale che estiva: a Londra si impose nel paracanottaggio con il veterano di guerra Rob Jones, poi ha vinto nello sci di fondo da seduti a Pyeongchang 2018. A Tokyo si è appena presa due ori nell’handbike: "Non posso crederci. Non avevo mai vinto una gara su strada in vita mia e non avrei mai pensato di potercela fare. Ero nervosa, poi ho lasciato che il mio corpo andasse avanti". Fino all’oro.

d. r.