Leo Turrini

Oggi, 9 marzo, l’Inter compie gli anni. 113, per la precisione. La Beneamata venne fondata in un giorno di fine inverno del 2008. Portate pure la torta ad Antonio Conte: la vittoria sull’Atalanta consolida la credibilità della candidatura nerazzurra allo scudetto. Al di là degli eventi della partita, non era facile domare la squadra italiana che da due anni fa meglio in Champions. Gasperini ha regalato al suo gruppo una identità “glocal”: la forza delle radici bergamasche si somma alla dimensione europea della Dea. Quando te la giochi alla pari con il Psg, con il Liverpool e con il Real, insomma, non hai paura di nessuno. Ciò premesso, consiglio ai miei amici interisti il recupero dei libri del grande Mark Twain. Quando un giornale ne annunciò la prematura scomparsa, beh, il popolare scrittore, che era invece vivo e vegeto!, spiegò che si trattava di una notizia “lievemente esagerata”. Allo stesso, è esagerato proclamare già in archivio questo campionato. La classifica è più corta di quanto possa apparire, la Juve deve ancora recuperare col Napoli, c’è davanti una intera primavera. Io non sono bravo come Twain e ho la disdicevole tendenza a ripetermi spesso. Ma lo faccio con cognizione di causa, fidatevi. Questa corsa allo scudetto mica è uno sprint. È una maratona. Riparliamone tra un mesetto. Nel frattempo, buon compleanno Inter. Gli anni sono 113, ma grazie a Conte le rughe non si vedono...