Luciano Spalletti, 62 anni, ha guidato l’Inter dal 2017 al 2019
Luciano Spalletti, 62 anni, ha guidato l’Inter dal 2017 al 2019
di Mattia Todisco Una grande occasione, forse l’ultima. È soltanto novembre, il campionato è lungo, ma i sette punti che l’Inter deve recuperare sul Napoli alla vigilia dello scontro diretto cominciano a essere tanti. Se oggi (calcio d’inizio alle 18) arriverà una sconfitta potrebbero diventare dieci. Divenissero quattro sarebbe tutta un’altra storia, anche perché per i nerazzurri sarebbe il primo match importante conquistato in campionato. Il cruccio di Inzaghi è legato proprio...

di Mattia Todisco

Una grande occasione, forse l’ultima. È soltanto novembre, il campionato è lungo, ma i sette punti che l’Inter deve recuperare sul Napoli alla vigilia dello scontro diretto cominciano a essere tanti. Se oggi (calcio d’inizio alle 18) arriverà una sconfitta potrebbero diventare dieci. Divenissero quattro sarebbe tutta un’altra storia, anche perché per i nerazzurri sarebbe il primo match importante conquistato in campionato. Il cruccio di Inzaghi è legato proprio alle sfide di alta classifica. Atalanta, Juventus, Milan, sono tutte avversarie già incontrate nel girone d’andata contro cui le occasioni per vincere ci sono state. Un rigore fallito con i bergamaschi, uno con i rossoneri, uno subito a pochi giri di lancette dalla fine nel derby d’Italia. Punti pesantissimi lasciati per strada e che avevano valenza doppia contro rivali nella corsa ai primi posti. Per invertire la tendenza, l’Inter dovrà superare anche lo scoglio di una defezione importante, quella di Stefan De Vrij. Inzaghi ha annunciato che sarà Ranocchia a sostituirlo. Tra i più utilizzati potrebbe mancare anche Dzeko, reduce da un affaticamento muscolare. Il bosniaco non è al top, per questo potrebbe inizialmente lasciare campo a Correa e magari entrare se ce ne fosse necessità. In attacco mancherà pure Sanchez. Per contro il Napoli di Spalletti, atteso ex a cui non si sa quale accoglienza riserverà il Meazza, non avrà Demme e Politano per Covid, più Ounas e Manolas per infortunio. Mercoledì c’è una gara in cui l’Inter si giocherà il passaggio agli ottavi di Champions, sempre in casa contro lo Shakhtar Donetsk, ma possibilità di gestire le forze non ce ne sono molte. La classifica è lì da vedere, è vero che il calendario dei nerazzurri è stato finora abbastanza complicato e che sulla carta potrebbe essere più in discesa da qui a Natale. Non fare risultato sarebbe però una mazzata complicata da digerire. Inzaghi ha parlato di "anno di transizione", dopo le cessioni di Lukaku e Hakimi, ma anche di una competitività rimasta tale e confermata da buoni numeri. L’Inter ha il miglior attacco della Serie A, ha sistemato le statistiche difensive (tranne sui calci piazzati). Ora deve fare l’ultimo step, battere un’avversaria forte che finora ha subito soltanto quattro reti in dodici gare. Guidata da un ex, Spalletti, che non ha rancori da esibire con la piazza, ma forse ne ha verso la dirigenza che ne ha deciso l’addio per fare spazio a Conte.