Psg, il presidente Nasser Al-Khelaifi e Lionel Messi (Ansa)
Psg, il presidente Nasser Al-Khelaifi e Lionel Messi (Ansa)
Parigi, 12 agosto 2021 - Dalle lacrime dell’addio al Barcellona ai sorrisi con la maglia numero 30 del Paris Saint-Germain fra le mani. In quattro giorni Lionel Messi ha voltato pagina, e con lui contano di cambiare la propria storia non solo il club che lo pagherà 35 milioni all’anno per due stagioni (più una) sperando di vincere finalmente la Champions, ma anche l’intero campionato francese, alle prese con diritti tv svalutati, soprattutto sul mercato internazionale. Non a caso, la Ligue de football professionnel ha definito lo sbarco a Parigi del fuoriclasse argentino...

Parigi, 12 agosto 2021 - Dalle lacrime dell’addio al Barcellona ai sorrisi con la maglia numero 30 del Paris Saint-Germain fra le mani. In quattro giorni Lionel Messi ha voltato pagina, e con lui contano di cambiare la propria storia non solo il club che lo pagherà 35 milioni all’anno per due stagioni (più una) sperando di vincere finalmente la Champions, ma anche l’intero campionato francese, alle prese con diritti tv svalutati, soprattutto sul mercato internazionale. Non a caso, la Ligue de football professionnel ha definito lo sbarco a Parigi del fuoriclasse argentino "un evento globale, una giornata storica", e anche da vari club sono arrivati messaggi di ringraziamento al presidente del Psg, Nasser Al-Khelaifi.

Altre grandi squadre in giro per l’Europa storcono invece il naso ma, a chi chiedeva lumi sulla compatibilità dell’operazione con i parametri della Uefa, il dirigente qatariota ha risposto senza esitare: "Abbiamo seguito tutte le regole del Fair play finanziario. Prima di fare qualsiasi passo abbiamo parlato con tutti i soci, con la Ligue 1, con i nostri partner e questo ha reso possibile l’ingaggio di Leo". I ritorni dell’operazione si vedono già nella coda per acquistare la maglia numero 30 (di solito riservato ai portieri ma la Ligue 1 ha concesso una deroga) tre ore prima dell’apertura del negozio ufficiale, nonché nelle migliaia di tifosi radunati davanti al Parco dei principi, fra bandiere, fumogeni e cori (e ben poche mascherine), per dare il benvenuto a Messi.

Non è mancato qualche momento di tensione quando l’ex Barcellona ha lanciato la maglietta in mezzo agli ultrà. Un assaggio dell’atmosfera che lo attende allo stadio, anche se è incerto il debutto già sabato nella prima partita casalinga della stagione, con lo Strasburgo. "In vacanza non ho smesso di allenarmi ma dovrò fare un po’ di preparazione all’inizio" ha detto. Il passaggio di Messi al Psg suscita però parecchie perplessità sul funzionamento del fair-play finanziario, lo strumento inventato dai padroni del pallone proprio per evitare le spese folli e la concentrazione di giocatori in pochi club super-ricchi.

"Il fair play finanziario esiste già. Deve solo essere adottato e utilizzato in modo più rigoroso" ha detto a ‘Sport Bild’ Rummenigge, che fa parte del comitato esecutivo della Uefa come rappresentante dell’Associazione dei club europei. Regole più severe sono una "necessità assoluta - ha aggiunto Rummenigge -. Il presidente della Uefa Aleksander Ceferin la vede allo stesso modo". Fatto sta che il Milan fu escluso dalle Coppe per irregolarità minime, mentre oggi il Manchester City compra Grealish a 138 milioni, il Chelsea Lukaku a 115 e il Psg fa la spesa in Italia e in Spagna a colpi di milioni di euro di ingaggi. Forse che era meglio la Superlega? Fatto sta che solo per gli undici titolari più Pochettini, il Psg paga 183 milioni di ingaggi all’anno: 500 mila euro al giorno.