Zlatan Ibrahimovic (Ansa)
Zlatan Ibrahimovic (Ansa)

Genova, 29 luglio 2020 – Il Milan continua la sua marcia inarrestabile e tiene viva la corsa al quinto posto mandando al tappeto anche la Sampdoria con un perentorio 4-1. Un risultato finale che certifica il dominio a tratti schiacciante degli uomini di Pioli che ancora una volta hanno giocato un calcio fatto di sostanza e spettacolo che non ha lasciato scampo a una Sampdoria arrivata all’appuntamento con la salvezza già in tasca. Ad aprire le danze rossonere con un preciso colpo di testa, al 4° minuto, è stato uno Zlatan Ibrahimovic per l'ennesima volta strepitoso (lo svedese ha raggiunto quota 9 gol e 5 assist). Il fuoriclasse nativo di Malmö, infatti, ha vestito ancora i panni dell’imprescindibile punto di riferimento per i compagni e nella ripresa ha addirittura scatenato tutti i cavalli del suo potentissimo e intramontabile motore servendo prima l’assist del 2-0 a Calhanoglu e siglando poi il tris milanista proprio su assistenza del turco che ha ricambiato il precedente favore. La ciliegina sull’ennesima prestazione pressoché perfetta degli uomini di Pioli l'ha infine messa Rafael Leao con un potentissimo destro dal limite al 92° che ha smorzato definitivamente le velleità dei padroni di casa che poco prima, dopo aver fallito un rigore con Maroni (il quarto penalty parato in stagione da Donnarumma) avevano griffato il gol della bandiera grazie ad un gioiello del norvegese Askildsen.

Ranieri lancia a sorpresa Falcone in porta – alla prima da titolare in A – e rinuncia a Gabbiadini schierando Ramirez a supporto di Quagliarella, mentre Pioli ritrova nel suo undici titolare Theo Hernandez e Bennacer. Il Milan non perde tempo e al primo, vero affondo, al 4° minuto, sblocca subito il risultato: Rebic mette a sedere Bereszynski con una finta e dalla corsia sinistra fa partire un cross perfetto che Ibrahimovic deposita in rete con un colpo di testa che Falcone non riesce ad intercettare. Il gol dell’1-0 galvanizza i rossoneri che prendono in mano il pallino del gioco con decisione e poco dopo sfiorano il raddoppio prima con una percussione di Theo Hernandez e poi con Rebic che prova a vestire i panni del realizzatore ma a tu per tu con Falcone non riesce a sorprenderlo. L’avvio bruciante dei rossoneri non manda comunque al tappeto la Samp che, passata la tempesta rossonera iniziale, prova a reagire e a rendersi pericolosa, attaccando con ordine e tentando la fortuna con le conclusioni potenzialmente insidiose di Linetty, Jankto e Depaoli. Dopo il “cooling break” il Milan riprende però a correre e al 30° arriva di nuovo ad un passo dal 2-0 con una bella combinazione tra Theo Hernandez e Ibrahimovic che a botta sicura dal centro dell’area costringe Falcone agli straordinari. I rossoneri ci credono, passano altri 6’ e anche Calhanoglu si fa vedere dalle parti della porta doriana con la specialità della casa: un calcio di punizione che, nonostante la buona parabola, trova però soltanto l’esterno della rete. Non va meglio a Saelemaekers che pochi istanti più tardi spreca una progressione devastante di Theo Hernandez calciando il pallone alle stelle da buona posizione. E’ questo l’ultimo, timido sussulto di un primo tempo a tratti dominato dai rossoneri che tornano però negli spogliatoi con un “solo” gol di vantaggio.

All’intervallo Pioli getta Leao nella mischia al posto di Rebic, mentre Ranieri risponde inserendo Maroni e Leris al posto di Ramirez e Depaoli. Il portoghese in forza ai rossoneri si fa subito vedere con un paio di iniziative in percussione, ma la replica doriana non tarda ad arrivare: Quagliarella al 50° si guadagna infatti una punizione dal limite, che batte costringendo Donnarumma alla respinta la quale finisce sulla testa di Colley che spedisce il pallone alto sulla traversa sprecando una clamorosa occasione. Un errore che costa carissimo ai liguri perché sul ribaltamento di fronte Ibrahimovic veste i panni del rifinitore e serve un cross che Calhanoglu raccoglie alla perfezione spedendo in rete il 2-0 milanista. Prima di poter gioire però il turco deve attendere il controllo al Var di Pasqua che inizialmente aveva annullato la rete per una presunta spinta del fantasista rossonero su Colley. Il raddoppio milanista sfilaccia la Samp e apre praterie in contropiede per i rossoneri che al 58° pescano addirittura dal cilindro il tris grazie ancora una volta a Ibrahimovic che, su assist in profondità di Calhanoglu, fredda Falcone con un preciso sinistro sul primo palo. Un gol che mette di fatto il risultato in ghiaccio, ma la Samp non ci sta e al 75° prova a salvare almeno l’orgoglio guadagnandosi un rigore per un fallo di Kjaer sull’ex rossonero Bertolacci. Sul dischetto va Maroni che si fa però ipnotizzare da Donnarumma, capace di parare il quarto rigore stagionale. Le insistenze doriane vengono comunque premiate con il gol della bandiera siglato all’86° da Askildsen che sugli sviluppi un errore in disimpegno dei rossoneri insacca la palla in rete con un bellissimo destro a giro sul quale Donnarumma può poco o nulla. Il gioiello del norvegese fa infuriare Pioli che scuote i suoi che reagiscono ristabilendo le distanze grazie a Leao che nel secondo dei quattro minuti di recupero concessi da Pasqua mette il sigillo definitivo sui tre punti rossoneri con un potentissimo destro dal limite dell’area.