Fonseca parla di come sta vivendo l'emergenza
Fonseca parla di come sta vivendo l'emergenza

Roma, 20 marzo 2020 - Anche Paulo Fonseca e la Roma devono fare i conti con l'emergenza Coronavirus, con la squadra costretta così come tutti i cittadini italiani alla quarantena. Tra misure d'emergenza e arrangiamenti, il portoghese ha spiegato oggi come sta vivendo questo periodo così delicato.

"È stata una settimana difficile, siamo tutti a casa. Sono stato a casa con la famiglia. Ho fatto un po’ di esercizio fisico, ho mangiato di più, è vero, ma ho anche fatto più esercizio fisico. Ho trascorso molto tempo con la mia famiglia".

Poi il suo punto sulla situazione generale e come la sta vivendo l'Italia. "In questo momento, gli italiani hanno capito che solo in questo modo il virus può essere fermato. I numeri continuano ad aumentare, ci sono sempre più persone infette e anche più morti. Mercoledì, ad esempio, sono morte quasi 500 persone, il che è un numero considerevole. C’è una preoccupazione diffusa da parte degli italiani che sono consapevoli della situazione attuale e vogliono rispettare tutte le regole per cambiare il corso di questo virus che sta uccidendo molte persone. Possiamo solo uscire per andare al supermercato e a quello più vicino alla nostra residenza. La polizia è costantemente in strada a monitorare le uscite delle persone ed è un momento difficile".

Infine la sua relazione con la squadra e le misure prese per contrastare il periodo. "Lo stop è già lungo e non sappiamo quando torneremo. Con questa situazione è difficile prevedere quando inizieranno gli allenamenti e i campionati. Abbiamo cercato di controllare le attività fisiche dei giocatori, gli abbiamo dato alcune attrezzature, abbiamo cercato di controllare il loro cibo e il loro peso e tutti hanno un programma da fare a casa. La Roma è un club molto ben organizzato sotto tutti i livelli e sta facendo un lavoro fantastico con il monitoraggio della squadra".

Ancora tante incertezze su date e ritorni, con un calendario costretto ad aspettare, come del resto tutto il mondo, non solo calcistico.