Lorenzo Insigne (Ansa)
Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 28 maggio 2020 - Prima le indiscrezioni, poi le conferme: dopo la separazione con Mino Raiola, Lorenzo Insigne è pronto a legarsi a vita con il Napoli e il primo passo per cominciare a costruire questo traguardo è stato compiuto con l'unione con un nuovo procuratore.

Si tratta di Vincenzo Pisacane, tra le altre cose un grande amico del Magnifico. La confidenza tra i due ha facilitato le cose durante i tanti colloqui esplorativi avvenuti in questo mese, con il capitano azzurro che ha scelto l'approccio soft per sondare il terreno e capire se di fronte a lui ci fosse l'uomo giusto per provare ad apporre il tassello forse più importante della carriera. Già, perché il prossimo contratto sarà con ogni probabilità l'ultimo di Insigne da giocatore del Napoli e quindi, specialmente alla luce dei tanti momenti di crisi che ha vissuto questo lungo matrimonio, la cautela è d'obbligo. Di tempo a disposizione ce n'è ma non moltissimo, perché il numero 24 è legato al club partenopeo per altri 2 anni. Insomma, nessun rischio di trovarsi con l'acqua alla gola come successo con altri due pezzi da novanta della rosa come Dries Mertens e José Callejon ma, considerando le note lungaggini della farraginosa macchina burocratica di Aurelio De Laurentiis, non c'è neanche da dormire sonni troppo tranquilli. Il nodo dei colloqui che inizieranno nei prossimi mesi non sarà tanto sulla durata, perché Insigne ha voglia di non svestire più la maglia azzurra, quanto sull'aspetto economico: il capitano ad oggi, con gli oltre 5 milioni percepiti a stagione, è già uno dei giocatori più "ricchi" della squadra e bisognerà capire se dal quartier generale di Castel Volturno arriveranno ulteriori gratifiche o se invece l'ingaggio, con l'avanzare dell'età, sarà ritoccato verso il basso.

Se ne saprà di più presto, ma non prima che in casa Napoli saranno stati risolti problemi ben più urgenti. Si accennava di Mertens: il belga ha fornito la sua disponibilità a prolungare la propria permanenza all'ombra del Vesuvio, ma fino al momento della firma la prudenza è d'obbligo. Colpa, se così si può dire, del regime "libertino" del numero 14, praticamente privo di agente e impegnato in prima persona nella definizione del suo futuro. Uno scenario anomalo che ha complicato la trattativa con De Laurentiis, che adesso tira un sospiro di sollievo per quanto riguarda Insigne: esiste un procuratore con cui dialogare e non si tratterà nemmeno dell'ostico Raiola. Due ottime notizie in un colpo solo.