Fabian Ruiz (Ansa)
Fabian Ruiz (Ansa)

Napoli, 25 settembre 2020 - Se attacco e difesa, complici gli innesti arrivati dal mercato, mostrano segnali di crescita rispetto alla balbettante scorsa stagione, la situazione appare diversa per il centrocampo, con due giocatori in particolare che lasciano insoddisfatto un più esigente che mai Gennaro Gattuso.

Si tratta di Fabian Ruiz e Piotr Zielinski, alle prese con problemi di natura diversa: il primo è distratto dalle vicende contrattuali e ancora di più dalle sirene del mercato, mentre il secondo, fresco di rinnovo fino al 2024, paga un carattere non proprio estroverso che spesso si riflette sulle prestazioni in campo. Insomma, due tegole non da poco per il tecnico calabrese proprio nella stagione in cui il Napoli potrebbe schierarsi spesso con il 4-2-3-1, modulo dipendioso specialmente in fase di non possesso, con una bella dose di impegno extra richiesta agli uomini più talentuosi. Non fanno eccezione Fabian e Zielinski, apparsi tra i meno brillanti nel bel pomeriggio vissuto dagli azzurri a Parma: la prova dei due non ha convinto né con l'inedito schieramento adottato dopo l'ingresso di Victor Osimhen né con il consueto 4-3-3, nel quale entrambi sono apparsi timidi nelle vesti teoricamente più consone di mezzali. Questione di atteggiamento quindi ancor prima che di dettami tattici da assimilare ancora da parte dell'intera squadra: Gattuso lo sa e non a caso a inizio settimana ha avuto un confronto proprio con Fabian e Zielinski per cercare una quadratura non semplice, nonostante i numerosi giocatori talentuosi presenti nella rosa.

Paradossalmente proprio l'estro non sempre si sposa bene con il sacrificio in campo: c'è da scommettere che Ringhio avrà detto qualcosa del genere ai suoi due jolly del centrocampo, al Tardini non aiutati nemmeno da un Diego Demme lontano dalla forma sfoggiata nella prima parte della sua avventura all'ombra del Vesuvio. Se il mastino non gira ancora bene a dovere, non sono da meno - si fa per dire - Fabian Ruiz e Zielinski ma, nonostante questa carenza, il Napoli ha vinto e convinto: tanto basta a tranquillizzare un ambiente che pensa in grande proprio nell'anno in cui la parolina magica "scudetto" sembra essere stata abolita a Castel Volturno. Non esternare non significa però rinunciare a prescindere: il Napoli lavora sottotraccia e sogna traguardi importanti che potranno essere raggiunti specialmente se i migliori Fabian e Zielinski dovessero riaffacciarsi dalle parti del San Paolo. Magari a cominciare da domenica.