Sabato 15 Giugno 2024
GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO
Calcio

Napoli, De Laurentiis contro gli ultras: "Delinquenti da tenere lontano dagli stadi"

Non si fa attendere la replica del patron dopo la maxi rissa del Maradona: "Non li considero veri tifosi, ma non vedo una soluzione a questo problema ormai di vecchia data"

Aurelio De Laurentiis (Ansa)

Aurelio De Laurentiis (Ansa)

Napoli, 4 aprile 2023 - Dopo qualche giorno di silenzio torna a parlare il ciclone Aurelio De Laurentiis, intercettato a margine del forum sugli stadi organizzato dal Coni: come sempre il presidente del Napoli, davanti a microfoni e taccuini, ha spaziato tra tutti gli argomenti di stretta attualità che riguardano la sua squadra. E non solo.

Guerra agli ultras

Si comincia dai fatti legati strettamente al campo, con il pesante tonfo con il Milan che ovviamente è ancora al centro di dibattiti e discussioni. "Quella sconfitta non mi preoccupa: perdere fa parte dello sport e della vita e i risultati che realmente contano sono quelli finali". Il ko contro i rossoneri ha portato in dote - si fa per dire - anche una serata turbolenta lontano dal rettangolo verde di gioco: negli occhi di tutti ancora gli scontri tra diversi gruppi appartenenti alla Curva B e le pesanti contestazioni rivolte proprio a De Laurentiis, la cui replica non si fa attendere. "Questa storia purtroppo è vecchia di decenni. L'unica soluzione potrebbe essere portare in Italia la Legge Thatcher, altrimenti questi problemi sono destinati a riproporsi: di mezzo rischiano di andarci i veri tifosi, quelli che ogni domenica possono essere coinvolti in disordini causati da coloro che non ritengo supporter, bensì delinquenti ai quali è permesso entrare negli stadi e dettare le proprie regole". Dopo quanto visto nello scorso turno di campionato, con tanto di 'rivendicazioni' da parte dei leader della Curva B, sembra lecito temere che l'escalation di violenza possa crescere ulteriormente in concomitanza con la sempre più probabile festa scudetto. "Spero non sia così, anche perché la celebrazione sarà fatta nello stadio, dove in teoria non possono succedere disordini: senza contare che, in attesa della matematica, forse è meglio parlare meno di feste e non lo dico solo perché sono scaramantico. Si rischia di far sgonfiare questo scudetto che, se dovesse arrivare prima, potrebbe vivere una celebrazione diluita nel tempo".

La ricetta del trionfo

De Laurentiis approfondisce poi le motivazioni dell'exploit della sua creatura, brillantemente allenata da Luciano Spalletti. "Gli ingredienti sono sempre gli stessi: il principale è saper fare mercato, riuscendo magari a estirpare dalla rosa le 'pecore nere'. Alludo a quei giocatori che magari è meglio anche perdere a zero senza incassare alcun guadagno pur di fare piazza pulita: si tratta di quegli elementi - continua il patron - che magari non si sono mai immersi pienamente nella nostra piazza, al contrario di quello che accade oggi. Abbiamo una squadra che è un corpo unico e lo si vede in campo, a prescindere dal risultato che ovviamente può cambiare di partita in partita". Tra le rivelazioni del Napoli leader assoluto della Serie A c'è indubbiamente Khvicha Kvaratskhelia, l'uomo intorno al quale costruire anche la formazione del futuro. "Sento parlare troppo dell'adeguamento del contratto: i matrimoni si fanno in due e comunque si tratta di un giocatore già blindato da un legame lungo". Insomma, i tifosi azzurri, almeno per ora, possono godersi il georgiano senza troppe ansie: gli stessi tifosi che, in parte, si sono lamentati dei prezzi troppo alti dei biglietti del Maradona per le gare di Champions League. "Penso che il Milan abbia messo tariffe simili ma è destinato probabilmente a guadagnare circa il doppio da queste due partite. Purtroppo in Italia ci si piange spesso addosso: è un aspetto che dovremmo mettere un po' da parte". Dici Milan e pensi al recente confronto in campionato e non solo per i fatti del campo: si è parlato tanto, forse troppo, anche del battibecco tra il tecnico azzurro e Paolo Maldini. "Ci può stare: nell'enfasi di una partita qualsiasi cosa può far scattare delle reazioni particolari, soprattutto in un uomo di carattere come Spalletti. Per me si tratta di una faccenda da relegare alla sfera sportiva, così come i capannelli che nascono e muoiono in campo nel giro di pochi secondi".

De Laurentiis contro gli ultras

E se lo dice un patron focoso come De Laurentiis allora la faccenda può davvero ritenersi chiusa. Discorso diverso per la guerra tra il presidente del Napoli e un'ala, quella più calda, del tifo azzurro. Le ultime notizie arrivano direttamente dalla questura del capoluogo campano, luogo dove nella giornata di lunedì si è recato De Laurentiis in persona. La motivazione è presto detta: chiedere i video delle numerosissime telecamere presenti al Maradona con l'obiettivo di identificare i facinorosi che hanno creato la maxi rissa che ha coinvolto quasi un'intera curva. La chiave di lettura è piuttosto semplice: da una parte c'era l'ala che contesta a ogni costo il patron e lo fa con insulti irripetibili e l'astinenza dai cori più famosi del tifo azzurro e dall'altra c'è chi invece, magari sull'onda dell'entusiasmo creato da una squadra da stropicciarsi gli occhi (di certo non contro il Milan), si è lasciato andare alla gioia contravvenendo ai suddetti ordini. Da qui la violenza sugli spalti e la ferma, immediata, reazione di De Laurentiis per identificare i responsabili, avviando così l'indagine della procura in effetti già in corso. Per il presidente del Napoli si tratta solo dell'ennesimo capitolo della dura battaglia intrapresa da anni contro gli ultras, destinatari di epiteti più o meno felici e di diversi provvedimenti volti a eliminare i vecchi privilegi di una categoria di tifo che da sempre divide. L'unico con le idee ferme al riguardo è proprio ADL, che non ha intenzione di fermarsi a maggior ragione ora che, risultati della squadra alla mano, può contare sul sostegno della fetta più moderata della piazza, quella che si appresta a festeggiare il tanto atteso terzo scudetto. Già, ma dove, quando e, soprattutto, come? La paura di atti di violenza e deturpamento dei monumenti di Napoli e dintorni, evento purtroppo già successo, è alto e sembra destinato a crescere man mano che la matematica avvicinerà la capolista alla fatidica 'data x': quella più attesa ma anche più temuta, quasi a suggellare in maniera indelebile una delle tante contraddizioni di un'intera città.

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