Sampdoria-Napoli, l'esultanza di Demme (Ansa)
Sampdoria-Napoli, l'esultanza di Demme (Ansa)

Napoli, 4 febbraio 2020 - Adesso è ufficiale: il Napoli è sulla via della guarigione, come è emerso nello scoppiettante successo ai danni della Sampdoria che lascia a Gennaro Gattuso sensazioni di vario genere.

Quella più amara riguarda il finale del match del Ferraris, nel quale il tecnico calabrese è stato raggiunto da brutte notizie familiari al punto da dover saltare le interviste di routine. Sul fronte sportivo invece il riferimento va alla doppia rimonta prima sfiorata (palo di Ramirez da zero metri) e poi subita all'alba della ripresa, quando l'incornata di Milik, al 15esimo gol su 35 totali in Serie A realizzato al primo tentativo e poi il tap-in di Elmas, alla prima rete in Italia, sono stati impattati dalla gemma della tassa Quagliarella e poi dal penalty trasformato dall'altro ex Gabbiadini. A quel punto l'inerzia della partita è cambiata, ma a cambiare sono stati anche i volti in campo: i neo entrati Demme e Mertens si sono scritti sul tabellino dei marcatori, con il tedesco che protagonista di una piccola grande pagina di storia romantica.

Era dal 1991, curiosamente proprio il suo anno di nascita e sempre in trasferta contro la Sampdoria, che un "Diego" non segnava con la maglia del Napoli in Serie A. Di chi si trattava? Ça va sans dire. Naturalmente si parla di ruoli e giocatori diversi, ma intanto Gattuso si coccola la sua creatura. Il 4-3-3 comincia infatti a mostrare i suoi migliori automatismi e lo fa anche con protagonisti inattesi, come appunto Demme: appena 2 reti in 214 presenze con il Lipsia e già una con in 5 apparizioni con il Napoli. Poi c'è Elmas, che l'azzurro lo veste dall'estate: un inizio boom, seguito da un calo che ha coinvolto l'intera squadra e infine la rinascita sotto la nuova gestione, chiamata adesso a sistemare anche la difesa. In attesa del rientro degli acciaccati Koulibaly e Maksimovic, dietro i partenopei continuano a ballare specialmente a causa di un'insicurezza che sembra andare al di là dei singoli. Fa tutto parte del processo di guarigione voluto a ogni costo da Gattuso, che lentamente sta ridando smalto a una formazione abituata a lottare per ben altri obiettivi. A tal proposito, l'Europa meno nobile è vicina, mentre la zona Champions League dista 9 punti: tanti ma non troppi per sognare una rimonta che avrebbe del clamoroso e a cui il Napoli è tenuto a credere in virtù di un calendario che per i prossimi 40 giorni appare decisamente clemente. Almeno sulla carta.