Milano, 31 dicembre 2017 - Il Milan ha chiuso il 2017 con un buon pareggio a Firenze, punto che ha evitato la terza sconfitta consecutiva in Serie A e che ha fatto capire che il Milan è in salute e ha imparato a gestire le situazioni di difficoltà senza affondare come accaduto nelle precedenti partite. Gran parte del merito va dato a Hakan Calhanoglu, autore del gol del pareggio appena 3 minuti dopo il vantaggio di Simeone, e grande rivelazione di questa chiusura di anno solare.

Il turco aveva cominciato in maniera altalenante la stagione con soli due gol messi a segno tra campionato e Europa League e una linea di prestazioni al di sotto delle aspettative. Problemi di ambientamento, di collocazione tattica in campo o forse drammi dovuti alla crisi generale del Milan, il tutto era collimato con l'infortunio che lo ha tenuto fuori per qualche settimana facendolo finire in fondo alle gerarchie della squadra.

Poi però dopo la guarigione qualcosa è cambiato: Gattuso ha creduto in lui, si è innamorato del suo calcio e ha deciso di farci affidamento. Senza caricare troppo di responsabilità il ragazzo però: utilizzato a piccole dosi per permettergli di recuperare al meglio la forma fisica ma con la possibilità di avere un grande impatto a partita in corso. Ottime risposte contro l'Inter, splendide contro la Fiorentina dove oltre al gol sono arrivate importanti giocate e anche preziosissime coperture in fase difensiva.

Ora però il tempo del subentro sembra essere finito e Calhanoglu ha tutto il diritto di reclamare un posto da titolare. Forse al posto di un Bonaventura che non sta convincendo a pieno. Dovrà giocare a sinistra nel tridente, lì riesce a incidere meglio: ha più spazio per liberare il suo destro e sembra avere più fiducia. E chissà che il 2018 non sia il suo anno.