Tare e Lotito (Ansa)
Tare e Lotito (Ansa)

Roma, 13 marzo 2020 – La Lazio non ci sta e si scaglia contro le richieste di modifica al protocollo sanitario della FIGC avanzate dal Comitato Tecnico Scientifico che secondo il club biancoceleste renderebbero alquanto difficoltosa la ripresa del campionato che nei piani della Serie A dovrebbe ricominciare il 13 giugno: “Il Comitato – ha detto Ivo Pulcini, responsabile sanitario della Lazio, a Radiosei – ci chiede delle modifiche decisamente vincolanti come il fatto di tenere squadra e staff in quarantena e senza contatti con l’esterno qualora venisse riscontrata la positività anche di una singola persona. Vogliono che lo staff medico di ogni squadra si assuma la responsabilità di tutto ciò.” Un aspetto che preoccupa anche i suoi colleghi: “Ci confrontiamo su un gruppo Whatsapp – ha continuato Pulcini – e quello che ci preoccupa maggiormente è proprio il fatto che tutta la responsabilità ricada su di noi, anche se fortunatamente la legge poi ci tutela. IL CTS non ha voluto ascoltare la ragione di quei medici che vivono sul campo”.

Il responsabile medico biancoceleste ha poi rincarato la dose: “La medicina è un’arte, non una scienza. Non basta la laurea per essere artisti, altrimenti si troverebbe tutto sui libri. Cose come questa capitano quando si fanno protocolli spesso dannosi. Se avessi usato i protocolli in certi casi i pazienti sarebbero morti. C’è forse un desiderio di creare maggiore confusione per dare spazio ad incapaci che occupano posti sbagliati. Il medico deve riappropriarsi della propria autonomia e identità. Non devono essere i politici a dirgli ciò che deve fare. Nelle linee guida del CTS si parla del fatto che i tamponi debbano essere a disposizione della collettività e questa è una questione di competenza della politica. Come in un mosaico ogni tessera deve essere al suo posto per non creare confusione".