Francesco Acerbi
Francesco Acerbi

Roma, 28 aprile 2020 – Non è andata giù a molti, nei giorni scorsi si sono esposti in prima persona in tanti. Da Tare a Lotito, passando per il portavoce Arturo Diaconale. Ma il nuovo DPCM che entrerà in vigore a partire dal 4 maggio, non trova d’accordo nemmeno i giocatori della Lazio. Delusi dal mancato annuncio della possibilità di tornare ad allenarsi. Riaprono i parchi, dove in molti individualmente potranno svolgere attività fisica, non i centri sportivi, chiusi e controllati. Per gli allenamenti di squadra bisognerà attendere almeno fino al 18 maggio. Per quella data si vedrà. Certezze non ce ne sono, la mancanza di chiarezza ha spinto alcuni ad esporsi sul tema. Come Francesco Acerbi, che intervenendo ai canali ufficiali della società ha dichiarato: “Io sono un calciatore e non voglio fare polemica, ma c'è una cosa che non mi quadra: se si può andare a correre nei parchi, noi abbiamo molta più distanza di sicurezza nel centro sportivo. Non mi sembra una cosa giusta questa perché è poco ma sicuro che noi avremmo più possibilità di rispettare le distanze. Se il Governo dice che non possiamo andare al campo, ci arrangiamo con quello che possiamo fare. Ma siccome riaprono i parchi, non vedo perché noi non possiamo tornare sul campo di allenamento a fare un qualcosa che non vada contro l'ultimo decreto. Sinceramente siamo rimasti sbalorditi da questa decisione e penso di parlare a nome di tutti i giocatori e tutti gli sportivi. Se sono un leone in gabbia? Noi siamo abituati a muoverci e ad allenarci, quindi è normale che ci sia un po' d'amarezza. Ma ripeto che non vedo quale sia il problema nel tornare ad allenarsi. Non c'è stata una risposta adeguata a questa decisione, vorremmo una risposta a tutto questo", ha dichiarato.

Al suo appello ha fatto seguito anche quello di Patric: "E' ovvio che tutti abbiamo voglia di ricominciare. C'è nostalgia del campo, dell'affetto dei tifosi. Dobbiamo però rispettare il decreto del Governo, anche se c'è un po' di amarezza viste le ultime decisioni: la gente può andare nei parchi e noi non possiamo andare al centro sportivo con tutte le tutele che abbiamo. Sarà necessaria una preparazione particolare, ma la vita va vissuta senza paure: non è facile, ma le difficoltà vanno affrontate con serenità e determinazione".