Adrien Rabiot
Adrien Rabiot

Torino, 11 maggio 2020 - Adrien Rabiot, per lunghi mesi, è stato vero oggetto misterioso di casa Juventus. Annunciato come colpo di sicuro impatto a centrocampo, il francese ha mancato le aspettative, faticando a entrare nelle dinamiche del calcio italiano e in particolare in quello di Maurizio Sarri. Avrebbe dovuto rappresentare un upgrade per il reparto e, invece, il classe '96 - fatta eccezione per un discreto periodo vissuto fra la metà di dicembre e quella di febbraio, nel quale è stato quasi sempre schierato da titolare - non è riuscito a imporsi, pur avendone le qualità per farlo, anche in un top club mondiale come la Juventus. 

D'altronde, se Fabio Paratici gli andava dietro da diverse stagioni, una ragione ci sarà stata. E, la scorsa estate, lo Chief Football Officer bianconero si è sfregato le mani, felice di aver centrato quell'obiettivo per così tanto tempo inseguito, e per di più per una cifra irrisoria (1,4 milioni di euro di commissioni alla madre-procuratrice Veronique). Mesi dopo, il giudizio tecnico del dirigente magari non sarà cambiato dal punto di vista tecnico, ma la realtà dei fatti è che la mezzala transalpina ha deluso. 24 presenze totali fino allo stop, senza lasciare grande traccia di sé a livello di numeri (zero gol e assist) e di emozioni trasmesse ai tifosi. 

Rabiot non è calciatore in grado di esaltare le folle per i mezzi che ha, ma di questo non gli se ne può fare una colpa. Il discorso cambia invece se si parla di linguaggio del corpo. Troppo molle, a tratti indolente, quello dell'ex Psg, che proprio nella trasferta in patria, quella a Lione, ha toccato il punto più basso della propria avventura juventina. Se Sarri potesse tornare indietro, non rinuncerebbe mai più a Blaise Matuidi in favore del Rabiot visto contro l'Olympique. Non a caso, contro l'Inter il numero 25 è rimasto in panchina per tutti e 90 i minuti di gioco. Quello è l'ultimo ricordo in bianconero che si ha di lui, dato che ancora alla Continassa non si è rivisto. 

E neppure a Torino. Attualmente, Rabiot si trova ancora in Costa Azzurra e segnali di un suo rientro imminente non ce ne sono. Gli basterebbe poco, vista la distanza che lo separa in termini di chilometri dal capoluogo piemontese, ma qui entra in gioco anche la distanza a livello di rapporti con il club. E, allo stato attuale delle cose, il centrocampista sembra davvero lontano. Se poi questo si tramuterà in una cessione in estate, magari a uno di quei club inglesi che lo avevano cercato anche in passato, solo il tempo lo dirà. Ma gli indizi lasciano pensare che si vada proprio in questa direzione.