Matuidi in azione contro Kjaer
Matuidi in azione contro Kjaer

Torino, 16 agosto 2020 - "Il lockdown mi ha fatto capire quanto dovrei pensare alla mia famiglia. Sapevo già che fosse la cosa più cara al mondo, ma dopo che mi sono ritrovato per due mesi chiuso in casa con mia moglie e i miei figli ho pensato a loro come mai mi era successo prima. Mi sono detto che dovevo pensare prima a loro e anche se in Italia stavano benissimo ho riflettuto molto sulla mia carriera e mi sono chiesto: 'Cosa vuoi per loro?'. Era il momento di cambiare. La positività al Covid-19 mi ha fatto riflettere su tante cose, sul senso della vita”. Motiva così Blaise Matuidi la sua partenza da Torino e l'addio alla Juventus dopo tre stagioni, 133 presenze, otto gol, tre Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. 

La famiglia insomma al primo posto. Quella famiglia che lo ha portato a scegliere di cambiare vita: lasciata l'Europa, ecco l'approdo Oltreoceano all'Inter Miami. Una decisione, a detta dei centrocampista ex Paris Saint Germain, che non c'entra con il rinnovamento in atto in casa bianconera. "Se ho parlato con Andrea Pirlo? Non l'ho fatto - racconta il calciatore in un'intervista a L'Equipe - La situazione è accelerata a inizio luglio. Appena ho fatto la mia scelta, sono andato a parlare alla dirigenza della Juve, a cui ho chiesto di risolvere l’ultimo anno di contratto. Non si parlava di un nuovo allenatore a quanto ne so in quel periodo". 

Da un tecnico all'altro: com'è stato il rapporto con Maurizio Sarri? "Dal punto di vista personale, non ho mai avuto problemi con lui. È un allenatore che lavora molto sulla tattica e penso che sia anche una persona timida, che non viene necessariamente incontro agli altri. Sappiamo anche quanto sia difficile il mestiere dell’allenatore. Ma se c’è una cosa che mi ha colpito, è stato durante il periodo Covid. Ero in difficoltà e lui mi ha sorpreso perché mi chiamava tutti i giorni per avere notizie. Ho scoperto l’uomo”.