Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci

Torino, 27 agosto 2020 - Leonardo Bonucci non si tocca. Questo il diktat di Andrea Pirlo e della stessa Juventus, che ha spento sul nascere l'interesse del Manchester City nei confronti del proprio difensore. In bianconero dal 2010 (con la parentesi al Milan, risalente alla stagione 2017/18), l'ex Bari rappresenta un punto di riferimento in campo e fuori (anche se a molti non sono piaciute le sue dichiarazioni post eliminazione dalla Champions League con il Lione, nelle quali definiva lo Scudetto "l'obiettivo principale"). Basti pensare che nella passata annata, il classe '87 è sceso in campo in 47 occasioni. Una certezza insomma là dietro, in mezzo al mare degli infortuni occorsi ai compagni di reparto. 

Qualche sbavatura l'ha commessa, ma Bonucci ha avuto il merito di trascinare il reparto arretrato, orfano del capitano e leader Chiellini, indossando la fascia e aiutando il giovane de Ligt ad ambientarsi e a crescere sempre di più. Non a caso, quella composta dal viterbese e dall'olandese è stata la coppia più utilizzata da Maurizio Sarri, poiché ritenuta la più affidabile, sia dal punto di vista fisico che tecnico. E Pirlo ripartirà proprio da loro due. Soprattutto da Bonucci, dato che l'ex Ajax dovrà saltare i primi due mesi di competizioni ufficiali a causa dell'operazione alla spalla. Sperando nelle buone condizioni fisiche di Chiellini e Demiral, il tecnico bianconero è consapevole dell'importanza del proprio numero 19 all'inizio del suo ciclo. 

Assieme a Bonucci, Pirlo ha collezionato gioie e dolori con la Juventus e la Nazionale italiana. Le stagioni passate nello stesso spogliatoio hanno dato modo all'ex centrocampista di conoscere pregi e difetti del centrale trentatreenne. Dal loro rapporto (come da quello con gli altri senatori) passeranno molte delle fortune dei campioni d'Italia. Intanto un messaggio è stato lanciato forte e chiaro: l'offerta del Manchester City di Pep Guardiola, la cui stima nei confronti di Bonucci è nota da tempo, è stata declinata, con la consapevolezza che il difensore sia uno dei pochi intoccabili, anche di fronte a proposte davvero allettanti.