Steven Zhang
Steven Zhang

Milano, 6 maggio 2021 – Mentre in Lega è stata varata una sorta di ‘elite’ per la Coppa Italia, la nuova competizione coinvolgerà solo le squadre di A e B, la vicenda Superlega europea tiene ancora banco. La Uefa sarebbe infatti pronta a infliggere sanzioni ai 12 club dissidenti, con la differenza che alcuni avrebbero già trovato, o starebbero trovando, un accordo per limitare i danni, mentre Juve, Milan, Real e Barcellona rischierebbero addirittura l’esclusione dalle coppe europee. L’Inter sta dialogando con la Uefa per una sanzione più blanda.

Espn. Dialogo Uefa con 8 club (Inter compresa)

Da diversi giorni il maggior organo europeo del calcio sarebbe in contatto con 8 dei 12 club membri della Superlega. L’intenzione della Uefa è produrre sanzioni per i 12 dissidenti, con pene meno severe per chi ha aperto al dialogo con le istituzioni. Lo sostiene Espn che parla di accordo già raggiunto con Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Liverpool, Tottenham, Manchester City e Manchester United. Ne resta fuori un’altra, che è l’Inter, con cui il dialogo sta andando avanti da diversi giorni e un accordo sarebbe vicino. Di fatto i nerazzurri eviterebbero una pena più dura con un accordo praticamente fatto ma non ancora formalizzato. Si parla probabilmente si sanzioni pecuniarie.

Rischio per Juve e Milan

Ne restano fuori quattro che al momento sono rimaste ferme sulla propria linea sulla creazione della Superlega. Nella mente di Florentino Perez e dei proprietari di Juve, Milan e Barcellona, l’idea è ancora in cantiere e sarebbe solo rimandata a un momento più propizio, convinti come sono che in questo modo il calcio non potrà andare avanti molto a lungo. Ma restando dissidenti c’è la possibilità di una mano pesante della Uefa e per Espn i quattro club rischierebbero addirittura l’esclusione per due anni dalle competizioni europee. Si parla di un procedimento disciplinare per aver violato l’articolo 51, che stabilisce l’impossibilità di creare alleanze tra club affiliati, direttamente o indirettamente alla Uefa, senza il permesso della Uefa stessa.

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