Beppe Marotta
Beppe Marotta

Bologna, 24 marzo 2020 – Non solo i calciatori, ma anche i direttori sportivi stanno subendo questa situazione di emergenza per il Coronavirus. Si lavora da casa, si visionano partite e calciatori, ma le trattative in questo momento sono in standby. Per spiegare bene la situazione basta rileggersi le parole di Riccardo Bigon, Ds del Bologna, al Resto del Carlino: “Avevamo già programmato un viaggio per un calciatore che sarebbe dovuto venire a Bologna per visitare città e strutture, ma al momento è stato tutto rinviato e fermato”. Insomma, si lavora, ma con forti limitazioni. D’altronde, nessuno conosce con esattezza il futuro.

ADISE – Per questo motivo Beppe Marotta, il presidente dell’Adise, Associazione dei direttori sportivi italiani, ha scritto una breve lettera agli associati. E’ il momento della responsabilità per cercare di ritornare il prima possibile alla normalità: “In un momento così difficile, costretti (giustamente) all’isolamento che comporta la lontananza fisica dal lavoro e in molti casi anche dagli affetti più cari, siamo chiamati tutti a un alto senso di responsabilità per far sì che si possa riprendere quanto prima una vita normale – ha scritto Marotta - Sia pure da lontano vi rivolgo questo messaggio per farmi sentire idealmente vicino a ciascuno di voi. Nel contempo vi informo che l’A.Di.Se., visto l’attuale blocco di ogni attività sportiva, ha avviato contatti con le varie Leghe affinché possa essere garantita la sicurezza economica vostra e delle vostre famiglie”. Insomma, il calcio non è fatto solo dai calciatori.

BROZOVIC IN PATRIA – Ma spesso quando piove poi grandina. Oltre al tema coronavirus, per i croati si è aggiunta la dolorosa notizia del terremoto a Zagabria. Un duplice colpo al cuore. In casa Inter la quarantena post match con la Juve, a causa della positività di Rugani, dovrebbe essere terminata e qualche giocatore avrebbe ricevuto il permesso di rientrare in patria. Il discorso vale per il croato Marcelo Brozovic, che potrà dunque riabbracciare i propri cari colpiti dal sisma. Tra i nerazzurri, a cui non dovrebbe essere stato fatto il tampone, non si sono registrati sintomi riconducibili al coronavirus. Essendo dunque terminato il periodo di isolamento volontario, non è escluso che qualche altro giocatore possa lasciare Milano per continuarsi ad allenare in patria in vista della ripresa delle attività.