Luciano Spalletti
Luciano Spalletti

Milano, 25 febbraio 2018 – Tre punti che appaiono sostanzialmente un brodino caldo per l’Inter e per Spalletti, conquistati più in maniera estemporanea che col gioco. Hanno deciso due difensori, e già questo la dice lunga sulle difficoltà della squadra nerazzurra ad essere convincente con trame e idee di gioco chiare. Meglio il Benevento, decisamente, almeno fino al vantaggio di Skriniar, con quell’episodio dubbio in area nerazzurra e che poteva costare caro. Insomma, nelle ultime 11 i nerazzurri hanno vinto solo con Bologna e Benevento, e con tantissima fatica se si considera la partita di ieri e la sofferenza con i rossoblù ridotti in dieci uomini prima e in nove poi. Troppo poco per poter pensare di impensierire Roma e Lazio fino alla fine, senza contare un Milan in grande rimonta dalle retrovie.

SPERANZA ICARDI – Il faro a cui aggrapparsi in questa fase è chiaramente il capitano Mauro Icardi, che tornerà al centro dell’attacco nel derby. Solo lui può dare una scossa a questa Inter impaurita, a tratti spaesata e ripiombata cronicamente nei problemi del passato. Ma Icardi non potrà fare tutto da solo, servirà assisterlo come a inizio campionato, quando i cross di Candreva e Perisic erano sbocco finalizzativo di una manovra più convincente e meno pallida. Pensare che Icardi risolva il problema mentale della squadra è utopia, ma la sua presenza in campo potrebbe ridare un minimo di entusiasmo in più a una squadra che ha paura di perdere il treno giusto.

ORA MILAN E NAPOLI – Va da sé che le recenti prestazioni non basteranno per strappare punti contro Milan e Napoli. I rossoneri non sono più la squadra fuori contesto dell’andata, capace sostanzialmente di perdere un derby in maniera rocambolesca, mentre il Napoli di Sarri si ritrova di fronte una Inter decisamente più sfilacciata di quella che qualche mese fa strappò un punto al San Paolo. E negli spazi gli azzurri si esaltano. Servirà dunque ritrovare in primis quella solidità difensiva basilare per fare punti contro le big, in secondo luogo ricercare una filosofia di gioco chiara e che produca una qualità maggiore di quanto visto negli ultimi due mesi e mezzo. Anche Rafinha, lanciato dall’inizio, non è riuscito a migliorare le cose come gli accade quando entra a gara in corso. Ma è forse l’unico in grado di dare qualità a questa squadra.