Il Kun Aguero
Il Kun Aguero

Milano, 23 maggio 2020 – Saranno due gli attaccanti che arriveranno alla corte di Antonio Conte: uno per allungare le rotazioni offensive e uno se partirà Lautaro Martinez, aspetto che in Spagna danno per scontato. In questo secondo caso Beppe Marotta andrà a caccia di un vero e proprio top player, e la lista di nomi, oltre a Werner e Cavani, è stata allargata anche al Kun Aguero e al ‘gallo’ Andrea Belotti. Ma non sarà affatto semplice.

SOGNO O REALTA’ – Chiaro, in tema di calciomercato le suggestioni e i sogni sono una cosa, le trattative reali un’altra. L’unico dato certo in questo momento è che se l’Inter cederà Lautaro, sommando anche i soldi Icardi, avrà un bel gruzzoletto da spendere sul mercato per prelevare un top player in attacco. D’altronde non si può sostituire l’argentino con un giocatore qualsiasi. Ecco perché la lista di Beppe Marotta è ampia: non farsi trovare impreparati. Già detto di Timo Werner e Edinson Cavani, l’amministratore delegato dell’Inter però fiuta altri possibili grandi colpi. E vengono le vertigini. Ci sarebbe innanzitutto il Kun Aguero. In attesa di capire cosa succederà al Manchester City, la squadra è inglese è stata esclusa dalla Champions ma ha fatto ricorso, l'attaccante l’argentino valuta se restare o andarsene. Se non sarà Champions probabilmente andrà via, anche perché va in scadenza nel 2021 e il City potrebbe monetizzare solo nella prossima sessione di mercato. Ad oggi Aguero ha un valore di mercato su Transfermarkt di 52 milioni di euro, forse pochi per quelle che potrebbe essere le richieste del City. Poi l’ingaggio, ovvero circa 10 milioni all’anno. Non si ferma ad Aguero la lista di mercato, perché ci sarebbe una suggestione ‘gallo ‘ Belotti del Torino. Per Cairo è incedibile, ma bisogna capire se nel calcio post coronavirus ci sarà spazio ad una apertura con una offerta convincente e la crisi economica a mordere i club. Il presidente del Toro un paio di anni fa lo valutò addirittura 100 milioni di euro, ma Marotta prima vorrà capire se davvero non ci sarà margine di manovra. Anche un piccolo spiraglio potrebbe bastare.

MANUEL MINGUZZI