Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini

Torino, 20 marzo 2020 - "Sto bene e non ho sintomi: questa è la cosa più importante". Dal J Hotel, dove è in isolamento proprio come il compagno di squadra Daniele Rugani, un paio di fisioterapisti e i due chef della struttura, Giorgio Chiellini racconta di come stia vivendo questo momento, lontano dalla propria famiglia. "Ieri ho fatto il tampone e sono in attesa dei risultati - spiega il difensore bianconero, ospite del programma di Juventus Tv #ACasaConLaJuve - Ho scelto di restare al J Hotel, visto che la mia famiglia è da due mesi a Livorno. Cosa faccio per passare la giornata? Cerco di tenermi in forma, leggo libri, guardo serie tv, gioco alla Playstation e mi tengo in contatto con i miei cari con delle videochiamate". 

Il lato positivo della faccenda è che il capitano della Vecchia Signora potrà sfruttare queste settimane per recuperare completamente dall'infortunio (rottura del legamento crociato del ginocchio destro) capitatogli a inizio settembre. Prima della sosta forzata causa Coronavirus, Chiellini ha fatto comunque in tempo a riassaporare il campo, giocando addirittura da titolare contro la Spal. "Questa pausa, paradossalmente, per me rappresenta un piccolo aiuto. È vero, dopo quattro mesi e mezzo di lavoro individuale avevo da poco ripreso ad ", allenarmi con i compagni, ma almeno adesso posso mettere altro lavoro nelle gambe e riavvicinarmi al livello degli altri", il pensiero di Chiellini, ospite di Juventus Tv alla pari di David Trezeguet

"Io sono a Madrid, dove avevo iniziato il corso da direttore sportivo. Per fortuna ho con me la famiglia e stiamo tutti bene - sottolinea l'ex attaccante bianconero - Giorgio ha vissuto quella Juve che voleva ritrovare la mentalità vincente. In quegli anni stavamo cercando di creare un grande gruppo, come sta facendo lui in questo momento con gli altri giocatori". Parole al miele anche quelle di Chiellini nei confronti dell'ex compagno di squadra . "Io di David ho un ricordo molto bello dei miei primi anni.Quando sono arrivato a Torino ero molto giovane e l'età media era abbastanza elevata, come adesso. David insieme al suo gruppo di amici sudamericani mi ha fatto subito sentire a mio agio".