Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Roma, 25 marzo 2020 - L'idea della resa ha accarezzato i vertici del pallone ogni maledetto giorno. Un'idea vissuta tra silenzi sempre più lunghi, incredulità e una corsa contro il tempo drammaticamente in salita. E invece no, niente resa. O perlomeno, la speranza di tornare in campo è ancora lì. Il piano dell'Uefa, definito come fosse un omaggio a Kim Basinger "Sei settimane e mezzo", prevede la chiusura del campionato in 45 giorni, dal 30 maggio al 15 luglio, giocando a porte chiuse e a ritmi serrati alla domenica e al mercoledì. Poi, dal 15 luglio, tutti in ferie tranne le squadre impegnate in Europa, perchè ripartono Champions ed Europa League, con le finali previste in agosto. Il progetto è questo, Covid-19 permettendo.

Fino a una settimana fa, l'ipotesi che il pallone potesse smettere di rotolare, frenato da sempre più deboli e rare sortite ottimistiche, pareva dietro l'angolo. Nella Lega di A, non c'era spaccatura. Non può esserci su chi spera che l'incubo finisca, però due 'tribù' differenti sì: chi non voleva proprio mollare e chi era pronto a chinare il capo. Ieri, poi, pareva il De Profundis.

Come si fa a pensare di tornare in campo a giugno se l'emergenza tocca la sacralità dei cinque cerchi olimpici? E cioè, il più grande evento sportivo al mondo che si disputa in agosto viene comunque cancellato? Si fa, dice l'Uefa. In fondo, è un inno alla speranza. Anche se ieri un altro giocatore di Serie A, Sportiello dell'Atalanta, è risultato positivo al Covid-19. Anche se sui campi di calcio si contano danni milionari per la manutenzione all'erba, ora abbandonata. Logico, i giardinieri e i manutentori non sono tra le categorie che possono continuare a lavorare.

Vero, i presidenti dei club, ormai da giorni, hanno (addirittura) smesso di litigare. Questo sì, un miracolo italiano. Nelle riunioni in videochat i silenzi sono sempre più lunghi. Non si parla da giorni di possibile di ritorno agli allenamenti e la resa pareva ormai vicina. E invece è tornata prepotentemente a galla la voglia di crederci. In fondo non costa nulla. Piuttosto, è il contrario che presenta conti salatissimi, tra i 200 e i 700 milioni di buco.

Ieri in Figc il presidente Gravina ha discusso con le tre Leghe il pacchetto delle proposte 'salvapallone'. E cioè le misure da discutere con il governo una volta finita l'emergenza - anticipate lunedì scorso dal QS - tra le quali: sgravi fiscali, ammortamenti, crediti agevolati con le banche, un nuovo Totocalcio, la deroga al Decreto Dignità per le sponsorizzazioni del betting, esenzione Ires, agevolazioni Irap.

A queste, si affiancano una serie di iniziative autonome della Figc: il prolungamento della fine di questa stagione a dopo il 30 giugno - nella speranza di una ripresa - il rinvio degli oneri fiscali, contributivi e assicurativi e degli adempimenti Covisoc, fino all'adeguamento degli adempimenti delle licenze nazionali (fidejussioni ecc.). Gravina, ha però ribadito con chiarezza quali siano le priorità della stretta emergenza e cioè la crisi di liquidità dei club e la necessità di sospendere (o tagliare?) gli stipendi, la possibile richiesta di congelamento degli oneri fiscali, fino al già accennato problema dei campi.