I quattro operatori sanitari con i nomi dei quattro campioni juventini
I quattro operatori sanitari con i nomi dei quattro campioni juventini

Torino, 24 aprile 2020 - Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini sono stati per tanti anni l'ultimo baluardo della porta della Juventus. Una retroguardia sostanzialmente impenetrabile, soprannominata BBC e paragonata a una sorta di Harvard per tutti i giovani difensori che volessero studiare il mestiere. Come Matthijs de Ligt, che non a caso l'estate scorsa ha scelto la Vecchia Signora per imparare dai migliori. Di questi, uno ha smesso già da qualche stagione (Barzagli), mentre gli altri tre sono tuttora in attività, anche se due (Buffon e Chiellini) non sono poi così lontani dall'appendere gli scarpini al chiodo, anche perché il loro contratto con il club piemontese scade il prossimo 30 giugno.

Ma i tifosi della Vecchia Signora non si devono preoccupare: Super Gigi ne avrà ancora almeno per un anno, mentre King Kong probabilmente per altri due. La Juventus infatti è intenzionata a rinnovarli fino al 2021 e al 2022. Poi per entrambi ci sarà spazio in dirigenza, oppure, come successo per Barzagli, nello staff di Maurizio Sarri o di chi sarà in quel momento l'allenatore bianconero. Questo perché la società non vuole in alcun modo sperperare il proprio patrimonio di juventinità. Sia Buffon che Chiellini rappresentano bandiere del club, due protagonisti fondamentali per la rinascita dopo le stagioni buie post Calciopoli, come del resto Barzagli e Bonucci. 

Esempi in campo e fuori, modelli di ispirazione per giovanissimi tifosi, ma pure per gli adulti. E la dimostrazione arriva dagli Ospedali italiani, dove degli operatori sanitari hanno voluto scriversi, dietro le proprie tute, i nomi dei quattro juventini. "Oggi ho ricevuto questa foto - scrive su Instagram Leonardo Bonucci - Sotto quelle tute, sotto quei nomi scritti che tanti di voi conoscono, riconoscono e tifano o meno ci sono in ordine Marco, Marta, Elena e Donato. Sono loro e tutti quelli come loro che oggi vorrei conoscere, riconoscere e tifare. A parti invertite i nostri “Grazie” non saranno mai abbastanza".