Brescia, 19 agosto 2019 - Si presenta con quasi mezz'ora di ritardo Mario Balotelli nella sala stampa del Novotel di Brescia. E' il gran giorno del ritorno nella città dove è cresciuto e da dove prenderà il via un nuovo capitolo della sua carriera. L'attesa per le prime parole del classe '90 da nuovo giocatore delle Rondinelle è spasmodica. Massimo Cellino lo sa e decide di accompagnare e coccolare Super Mario dall'inizio alla fine. "Ci ha messo nelle condizioni di poterlo acquistare. L'ho cercato perché mi piace come calciatore, non perché rappresenti uno che ti fa vendere le maglie - sottolinea il presidente del Brescia -. Non voglio che Mario si senta eccessivamente sotto pressione o responsabilizzato. Lui viene qui e spero che possa essere aiutato da tutti per rendere al meglio".

Ed è quello che si augura anche l'ex punta di Nizza e Marsiglia, che racconta i retroscena della trattativa con il club lombardo. "Con Cellino ci eravamo già incontrati in Inghilterra tanti anni fa. Non è stato difficile scegliere il Brescia". A chi gli chiede se abbia paura di fallire, Balo risponde stizzito. "Zero, sto bene. Forse hai paura tu - dice rivolto a uno dei giornalisti presenti -. L'obiettivo che mi sono posto è quello di far crescere questa squadra. Ho accettato la proposta del Brescia perché dal momento che è spuntata fuori questa ipotesi per me non ne è esistita nessun'altra. Sono felicissimo: ho deciso col cuore".

Grazie alle prestazioni con la propria società, Balotelli sogna di riprendersi la maglia azzurra. "L'Europeo? Cerco che vorrei andarci. Il ritorno in Nazionale dipende da me visto che c'è Mancini, mentre prima non era così".

Razzismo? "Spero che non si ripetano certi episodi".

Il classe '90 svela poi la reazione della mamma alla notizia che avrebbe detto sì all'offerta delle Rondinelle. "Si è commossa quando le ho detto che c'era la possibilità di venire al Brescia. E' davvero contentissima. Pressione? Sono sereno. Questa squadra sarà più forte con me, ma perché è talmente forte da rendere migliore anche me. Se sarò un leader? Lo sono stato anche in passato. I giornalisti da fuori hanno sempre avuto l'idea che io sono matto. Se chiedete ai miei compagni in spogliatoio invece, non trovate nessuno che mi odia". Infine, l'appello di Cellino: "Cerchiamo di mettere in risalto anche i pregi di questo ragazzo, mi raccomando".