Gravina (ANSA)
Gravina (ANSA)
Milano 1 giugno 2020 – La nuova norma che prevede la quarantena per tutta la squadra nel caso in cui venisse riscontrato anche un solo caso di positività al coronavirus nel gruppo ha scatenato il dibattito in seno al calcio in vista della ripresa della Serie A. Dell’argomento ha parlato quest’oggi anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina che ai microfoni di Radio 24 non ha escluso un cambio della stessa norma nelle prossime settimane: “Come sistema calcio non chiediamo scorciatoie o sconti. Al momento ci sono norme chiare che in caso di positività permettono di isolare il contagiato e proseguire gli allenamenti. Per quanto riguarda la norma relativa al campionato sappiamo che al momento è prevista ma speriamo venga rivalutata e rivisitata a breve, una settimana prima della Coppa Italia. Manderemo al Governo una nuova proposta sperando che possa essere rivisitata la norma che oggi crea ansia e preoccupazione”.

Ben chiara anche la posizione del numero uno della Federcalcio sull’ algoritmo che dovrebbe stabilire la vincitrice del campionato e le classifiche definitive in caso di nuovo e definitivo stop: “Si dice che l’aquilone si alzi controvento. Il calcio adesso rappresenta l’aquilone. Ci sono problemi, lo sappiamo, ma dobbiamo far vedere di essere capaci di proporre soluzioni credibili, facilmente attuabili e condivisibili. Mi spiace si sia pensato che l’algoritmo sia una sorta di pozione magica che stravolge il criterio del merito sportivo. Si tratta semplicemente di un sistema di calcolo che ci permetterebbe di arrivare ad una giusta ponderazione delle classifiche. In Italia amiamo arrovellarci attorno a espressioni che servono a darci certezze ed equilibri. In realtà, non è altro che un sistema per far sì che, applicando comunque criteri quali aver svolto tre o quattro partite, tutte le squadre siano nelle stesse condizioni quando si interviene. Anche gli inglesi lo adottano e tiene conto delle partite in casa e fuori, gol fatti e subiti e gare ancora da giocare. Offre un principio di equità e ponderazione alla classifica, una sorta di assicurazione sul giusto svolgimento del campionato. Se tutti continueremo ad applicare le regole potremo arrivare alla fine senza nuovi colpi di scena”.

Gravina ha poi speso parole di elogio e stima nei confronti del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e auspicato una almeno parziale apertura degli stadi al pubblico a luglio: “Ho un ottimo rapporto con Spadafora, abbiamo avuto un confronto costante. La sua prudenza ha permesso al calcio di arrivare al punto in cui siamo oggi e di ripartire. Non abbiamo mai chiesto scorciatoie o canali preferenziali e condiviso l’idea di far ripartire anche il calcio una volta ripartito il Paese, con prudenza e tutelando la salute di tutti. Non sono mancati momenti di tensione, inutile nasconderlo, ma questo è successo perché c’era l’intenzione di accelerare un processo che col senno di poi sarebbe stato dannoso per il Paese. Mi auguro di cuore di poter chiudere la stagione con almeno un po’ di pubblico negli stadi. Seguo con attenzione ciò che accade a cine ma e teatri. Non è pensabile che in stadi da 60-80 mila persone non si possa aprire ad almeno una piccola percentuale di persone. Sarebbe un importante segnale di speranza per il Paese”.