di Gianmario Bonzi Benny, Marghe, Simo. Soprannomi corti, speranze lunghe. Verso Tokyo 2020. Intanto, la certezza finale ai Campionati Europei di Budapest 2021 è donna: la principessa, l’imperatrice, la regina. Pilato, Panziera e Quadarella vincono gli ultimi tre ori, in corsia, di una spedizione azzurra che si lancia al meglio verso la XXXII edizione dei Giochi Olimpici estivi. In maniera diversa, ma ugualmente esaltante. Uno-due-tre, verrebbe da dire. Perché per Benedetta è il primo titolo (in vasca lunga) di una lunga serie, sugli amati 50 rana; per Panziera il secondo, un bis riuscito solo a Filippi, Pellegrini e Quadarella, nella storia...

di Gianmario Bonzi

Benny, Marghe, Simo. Soprannomi corti, speranze lunghe. Verso Tokyo 2020. Intanto, la certezza finale ai Campionati Europei di Budapest 2021 è donna: la principessa, l’imperatrice, la regina. Pilato, Panziera e Quadarella vincono gli ultimi tre ori, in corsia, di una spedizione azzurra che si lancia al meglio verso la XXXII edizione dei Giochi Olimpici estivi. In maniera diversa, ma ugualmente esaltante. Uno-due-tre, verrebbe da dire. Perché per Benedetta è il primo titolo (in vasca lunga) di una lunga serie, sugli amati 50 rana; per Panziera il secondo, un bis riuscito solo a Filippi, Pellegrini e Quadarella, nella storia continentale del nuoto femminile italiano (200 dorso); per Simona, appunto, è tripletta bis, come a Glasgow 2018 (400-800-1.500 sl), a certificare il suo regno sul mezzofondo europeo, ma dopo un 2020 difficile e con vista sulla prima Olimpiade della carriera.

Dulcis in fundo, tra i 400 misti imperiali di Razzetti e i due bronzi delle staffette 4x100 misti (quelle in cui l’Italia raramente brillava, in passato), l’ultima bracciata alla Duna Arena, e l’ultima rimonta azzurra da favola, la timbra ancora la Divina Federica Pellegrini e probabilmente non è un caso: il miglior viatico possibile per il prossimo appuntamento a cinque cerchi.

Pilato domina, come da copione, i 50 rana, andando a un niente dal nuovo primato mondiale stabilito sabato (29“35 contro 29“30), stordendo le avversarie con la sua frequenza di bracciata impossibile da tenere per chiunque. In acqua è glaciale, fuori si commuove e nemmeno per la mamma, ma per il cane, cui aveva dedicato il primato assoluto, sabato, assieme al pappagallo: "Un po’ me l’aspettavo – dice – ma è comunque la mia prima medaglia a un europeo in lunga. Sono tanto felice, torno a casa abbastanza soddisfatta. Abbastanza perché volevo fare meglio nei 100 rana. Sì, pian piano divento grande. La mia prima Olimpiade? Non ne ho mai vista una nemmeno in tv, non so davvero come immaginarmela". Noi sì...

Panziera scappa via negli ultimi 50 metri dei suoi 200 dorso, con uno stile impeccabile e forse persino qualche rimpianto per aver pensato "più a non farmi superare dalle avversarie" che non alla gara in sé. Comunque, 2’06“08 è tempo vicino al primato italiano (le appartiene) e crono sontuoso per una piena fase di carico. Vero, la sua specialità è letteralmente "esplosa" a livello mondiale nell’ultimo lustro, ma arrivare ai Giochi da outsider di lusso, visti i precedenti, potrebbe farle solo bene.

Infine, ecco Quadarella VI, regina d’Ungheria dopo esserlo già stata in Scozia, tre anni fa. Altra tripletta che non ha precedenti nel nuoto europeo femminile, e se è doveroso sottolineare che nei 400sl (che Simo non nuoterà a Tokyo) non c’è un campo irresistibile in Europa (altra storia, nel mondo), è altrettanto vero che lei si dimostra impeccabile a nuotare sui punti deboli delle avversarie. Quadarella vince in solitudine, sta salendo di condizione fisica e mentale, a Tokyo ci farà divertire: "Sono commossa, sì, per tante cose, anche perché ho rivisto mia sorella nel video, non la vedo da un anno e lei è anche la ragione per cui nuoto. Nell’ultimo 50 ho messo il mio “veleno“ (suo soprannome, ndr) in acqua. E questo Europeo nemmeno l’abbiamo preparato". A differenza delle Olimpiadi...