Joshua Kimmich, giocatore dichiaratamente no-vax del Bayern Monaco e della nazionale tedesca, dovrà restare in quarantena per la seconda volta
Joshua Kimmich, giocatore dichiaratamente no-vax del Bayern Monaco e della nazionale tedesca, dovrà restare in quarantena per la seconda volta
La Champions League rischia di essere il teatro del primo ritorno alla chiusura degli stadi, in particolare il Bayern Monaco si trova a dover fronteggiare diverse situazioni critiche al proprio interno. Il caso più importante riguarda il centrocampista Joshua Kimmich, non vaccinato, che è stato messo in quarantena per essere nuovamente entrato in contatto con una persona positiva al...

La Champions League rischia di essere il teatro del primo ritorno alla chiusura degli stadi, in particolare il Bayern Monaco si trova a dover fronteggiare diverse situazioni critiche al proprio interno. Il caso più importante riguarda il centrocampista Joshua Kimmich, non vaccinato, che è stato messo in quarantena per essere nuovamente entrato in contatto con una persona positiva al Covid-19: non ha giocato in Bundesliga ieri sera ad Augusta e non lo farà martedì, a Kiev in Champions League. Lo ha annunciato il club: Kimmich era già stato allontanato dalla nazionale il 9 novembre per essere stato in contatto con il compagno di squadra Niklas Süle, positivo. Ha saltato le partite di novembre contro Liechtenstein e Armenia, e la sua decisione di non farsi vaccinare sta provocando grandi polemiche in patria. Anche per lui si tratta della seconda quarantena consecutiva, anche senza essere stato colpito dal coronavirus.

Molti politici lo accusano anche di mandare un segnale negativo, in un Paese dove il tasso di vaccinazione è uno dei più bassi d’Europa (67,9%) e attualmente colpito da una quarta ondata descritta dal ministro della Salute Jens Spahn come "un’emergenza nazionale". Oltre a Süle, anche il difensore Josip Stanisic è indisponibile perché positivo, ma i due sono vaccinati. Positivi anche il team manager Bastian Wernscheid e un altro membro dello staff di cui non è stato fatto il nome. Non si sono vaccinati, oltre a Kimmich, anche Gnabry, Musiala e Choupo-Moting.

Situazione che ha creato anche problemi con l’albergo che doveva ospitare il Bayern nella breve trasferta di Augusta.

Ma un altro rischio concreto incombe su un appuntamento clou della Champions League, perché la partita dell’8 dicembre a Monaco tra il Bayern e il Barcellona rischia di essere giocata a porte chiuse: dipenderà dalla situazione dei contagi in Baviera, attualmente in rapido aumento.

Sarebbe la prima partita a porte chiuse dopo mesi di graduali e costanti riaperture.