Los Angeles (Stati Uniti), 29 giugno 2018 – Tra circa quarantotto ore partirà ufficialmente la ‘free agency’ NBA che sarà senza dubbio una delle più ricche di talento di questi ultimi anni. Tanti saranno infatti i pezzi pregiati sul mercato, a cominciare da LeBron James che poche ore fa ha annunciato ai Cleveland Cavaliers la volontà di declinare la ‘player option’ da 35.6 milioni di dollari valida per la prossima stagione e di uscire dal contratto. Inutile dire che la lista delle pretendenti che puntano ad assicurarsi le prestazioni del ‘Re’ – reduce da quella che è probabilmente la sua miglior stagione in carriera, in cui ha giocato tutte le partite e ha viaggiato a 27.5 punti 9.1 assist e 8.6 rimbalzi ad allacciata di scarpe – è lunghissima e comprende franchigie di primissima fascia come gli Houston Rockets, i Los Angeles Lakers, i Boston Celtics, i Philadelphia 76ers e persino i Golden State Warriors campioni in carica.

Non va però dimenticata l'opzione -  al momento abbastanza remota -  che porterebbe James alla firma di una nuova intesa pluriennale con i Cavaliers che possono contare sul vantaggio di poter offrire al giocatore un contratto più vantaggioso rispetto a quello che possono mettere sul piatto le pretendenti (i Cavs possono infatti fargli firmare un quinquennale da 205 milioni contro i 152 in quattro anni che possono offrire le altre franchigie). Al momento però la destinazione che sembra essere in cima alla lista dei desideri di James sono i Los Angeles Lakers: nel capoluogo californiano infatti, il fuoriclasse nativo di Akron ha il fulcro delle sue attività commerciali e il fatto di poterle seguire da vicino potrebbe spingerlo a scegliere il gialloviola dei Lakers che per convincerlo avrebbero riallacciato i contatti con gli Spurs a cui avrebbero chiesto di imbastire una trade per arrivare a Kawhi Leonard. Non è escluso poi che in estate possa arrivare in maglia Lakers anche Paul George che è appena uscito dal contratto con gli Oklahoma City Thunder. Quel che è certo, per ora, è che l’1 luglio partirà una delle estati più calde – almeno in epoca recente – del mercato NBA.