Dopo il sondaggio svolto nei mesi scorsi per avere informazioni riguardo alla volontà o meno dei tifosi interisti di partecipare a un progetto di azionariato popolare, Interspac ha presentato ieri con il seminario "Se non ora quando?" la propria idea per il futuro. Affidandosi alle parole degli aderenti all’iniziativa, guidata dal presidente Carlo Cottarelli, nonché ai numeri derivanti dal...

Dopo il sondaggio svolto nei mesi scorsi per avere informazioni riguardo alla volontà o meno dei tifosi interisti di partecipare a un progetto di azionariato popolare, Interspac ha presentato ieri con il seminario "Se non ora quando?" la propria idea per il futuro. Affidandosi alle parole degli aderenti all’iniziativa, guidata dal presidente Carlo Cottarelli, nonché ai numeri derivanti dal sondaggio di IQUII. I tifosi che si sono dichiarati disposti a investire sono 77.993, l’80% di questi con una quota tra 500 e 1.000 euro, ma a tutto questo si è arrivati investendo cifre minime per diffondere il verbo e Cottarelli è convinto che i numeri possano raddoppiare.

"Questo è un modello che può funzionare per tutto il calcio italiano – è la prima precisazione dell’economista nel suo intervento alla Fondazione Riccardo Catella –. La motivazione principale che ci spinge è l’amore per la squadra e il desiderio di dare una stabilità che nel calcio non c’è stata negli ultimi anni, nonché la volontà di dare una connotazione prettamente italiana. Prendere la maggioranza? Dipende da quanto si potrà raccogliere, ma non siamo ancora a quel momento. Per ora siamo vicini a chiudere con un advisor e presenteremo un piano dettagliato entro due mesi".

L’ex commissario alla spending review non nasconde le difficoltà che l’associazione ha davanti. "La prima sarà coordinare un numero potenzialmente molto grande di persone: i tifosi, i 350 imprenditori e manager che potrebbero dare la propria professionalità e i pillar investor che vorremmo trovare – spiega - L’esempio potrebbe essere quello della governance duale del Bayern Monaco". Dall’altra parte, i vantaggi: "I tifosi non chiedono remunerazione per mettere i soldi e gli studi dimostrano che le entrate commerciali crescono con l’azionariato popolare. Quel che ci chiediamo è: si può accettare che quanto fatto da un miliardario straniero non possa essere realizzato da centinaia di migliaia di tifosi in Italia?".

m. t.