Giuseppe Tassi

La prova del 7, anzi del CR7. L’ostacolo più complicato della nuova era Allegri é la gestione di Cristiano Ronaldo. Certo la Juve del dopo Pirlo è una creatura da rilanciare nell’assalto alla Champions e nella corsa scudetto.

Ma la questione più spinosa resta il ruolo dell’asso portoghese nei futuri equilibri della Signora. È ormai chiaro che, per motivi diversi, CR7 e la Juve si sarebbero separati volentieri: lui per trovare nuovi ingaggi e lucidare le motivazioni, il club per sgravarsi del colossale stipendio di Ronaldo.

Allegri, che lo ha già gestito nella sua ultima stagione bianconera, ha deciso di cambiare registro, forte dell’appoggio societario. CR7 non sarà più il re dei re, non avrà il posto garantito dal primo minuto in ogni sfida e in campo dovrà sbattersi come i compagni in un lavoro di copertura e di pressing. Contro l’Udinese dovrebbe entrare subito in un trio con Chiesa e Dybala ma a giochi lunghi dovrà imparare ad accettare anche la panchina e a dare il massimo come staffettista di lusso.

Insomma questa è una Juve che vuole il meglio dalla sua stella ma è pure una squadra che non vuole restare prigioniera del supereroe. Con Kulusevski, Morata, Bernardeschi e l’eterno Cuadrado, le alternative d’attacco non mancano. In questo delicato gioco di equilibri, in questa prova del 7, c’è tanto della nuova Juve che vuole tornare a correre e a vincere.