Domenica 19 Maggio 2024

Dall’inglese all’intelligenza artificiale. La scuola investe sul rinnovamento

L’Emilia-Romagna potenzia i servizi per gli alunni disabili.L’impegno delle Marche per le competenze digitali

Dall’inglese all’intelligenza artificiale. La scuola investe sul rinnovamento

Dall’inglese all’intelligenza artificiale. La scuola investe sul rinnovamento

L’istruzione è un diritto fondamentale espresso dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Un diritto a cui i bambini e le bambine di tutto il mondo devono avere garanzia di accesso, come spiega l’Onu nel goal 4: fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. L’Emilia-Romagna può contare su scuole e plessi educativi all’avanguardia, dall’inserimento al nido fino al percorso accademico universitario. Uno degli obiettivi di questa macro area è garantire uno sviluppo infantile di qualità, in modo che gli alunni siano pronti per l’istruzione primaria. Con il progetto ‘Sentire l’inglese’, molti bambini imparano una lingua straniera già nel percorso educativo 0-3 anni. La Regione sta attivamente lavorando anche per abbattere le liste d’attesa, rendendo gratuito l’asilo nido per le famiglie che risiedono in montagna e nelle aree interne. Oltre a questo, nella Strategia regionale agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’Emilia-Romagna ha intenzione di rendere la scuola sempre più inclusiva, sostenendo la piena partecipazione all’istruzione degli studenti con disabilità, sostenendo i Comuni affinché possano assicurare trasporti, servizi e assistenza agli alunni con disabilità. Questo si lega a uno degli obiettivi dell’Onu, ossia quello di costruire e adeguare le strutture scolastiche in modo che siano adatte alle esigenze dei bambini, alla disabilità e alle differenze di genere. La Regione vuole anche rafforzare la rete dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia (0-6 anni). Un welfare che fa la differenza in un contesto globale dove, nei Paesi in via di sviluppo, 57 milioni di bambini sono ancora esclusi dall’iscrizione nelle scuole primarie. Più della metà dei bambini non iscritti a scuola vive in Africa subsahariana. Alcuni non hanno accesso all’istruzione perché vivono in zone di conflitto o vivono in luoghi lontani dai pochi plessi scolastici.

Anche in Italia, però, è importante mantenere monitorato e arginato il fenomeno della dispersione scolastica. Nel 2021, l’Emilia-Romagna contava una percentuale del 9,9%, leggermente più alta rispetto alla media dell’Unione Europa del 2020, pari al 9,7%. Ma nel 2023 c’è stata una riduzione del fenomeno, che spesso dipende da contesti socio-economici, di povertà o di disagio familiare. In Lombardia il tasso di abbandono scolastico si attesta invece all’11,3%, ancora lontano dall’obiettivo del 9% entro il 2030. Grande risultato per le Marche dove la percentuale si ferma al 7,9%, Umbria a quota 12%, Toscana al 11,1%. L’obiettivo dell’Agenda 2030 è anche quello di eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili. In Emilia-Romagna sono invece il 58,1% le studentesse delle scuole superiori iscritte al liceo e il 31,1% quelle che frequentano lo scientifico. Nel mondo universitario, invece, le laureate nei corsi Stem – Science, technology, engineering e mathematics – sono il 37%; le iscritte ai percorso scientifici, invece, sono 95.692 mila. In merito al comparto Neet, giovani che non studiano né lavorano, le donne sono il 13,5%, mentre gli uomini arrivano all’11%.

Competenze digitali, green e legate alla silver economy. Saranno invece queste le professionalità più richieste dal mercato del lavoro marchigiano nei prossimi cinque anni. E’ quanto emerge dai dati Excelsior Unioncamere elaborati dal Centro Studi Cna Marche. "Rivoluzione digitale, transizione verde e invecchiamento della popolazione – afferma il segretario Cna Marche Moreno Bordoni – saranno gli elementi centrali del mercato del lavoro tra il 2024 e il 2028. Serviranno nuove figure professionali legate all’intelligenza artificiale e alle energie rinnovabili".

Marco Principini