Michele Dondi e Simone Guzzetti, fondatore e Ceo della startup Bloovery
Michele Dondi e Simone Guzzetti, fondatore e Ceo della startup Bloovery

di Daniele Monaco

Un marketplace per fioristi che consenta di risparmiare fino al 30% sull’acquisto all’ingrosso di fiori e piante, grazie a una piattaforma digitale collegata ai cataloghi florovivaistici presenti nelle aste olandesi, da dove passa ogni giorno il 60% della produzione mondiale. Bloovery è la startup, fondata nel 2016 a Milano da Simone Guzzetti e Michele Dondi, che punta a innovare un settore ancora poco digitalizzato. "Il mercato floricolo è molto intermediato da esportatori, importatori e grossisti con passaggi che fanno lievitare i costi e riducono la vita residua delle piante, una volta arrivate in negozio – spiega Guzzetti -: Bloovery accorcia la catena del valore con un vantaggio economico per il rivenditore e, in termini di bellezza e durata del prodotto, per il consumatore".

Nata per il mercato "consumer", la startup ha fatto pivot nel 2018 rivolgendosi a fioristi, garden center, flower designer e wedding planner, per inserirsi in un settore che vale 14 miliardi di euro in Europa. Ora è impegnata in un equity crowdfunding: "Abbiamo raccolto 147mila euro sulla piattaforma Mamacrowd, ma puntiamo a concludere il round a 500mila euro con la campagna offline – spiega Guzzetti –. Il finanziamento servirà per assumere sviluppatori, ampliare l’area marketing e aprire in Francia e Spagna entro l’anno".

Bloovery ha partecipato a un programma di accelerazione in Luiss Enlabs e, oltre 90 clienti nel nord Italia, registra un fatturato aggregato di 320mila euro, dal 2018 all’aprile 2020. Obiettivo futuro è creare la prima asta dei fiori digitale, accedendo così ai mercati più grandi, Regno Unito e Germania, per puntare a una quota del 5% in un business che nelle cinque maggiori piazze europee vale 9 miliardi di euro (2,5 in Italia). "Una possibile strategia è far sì che Bloovery venga adottato dall’ecosistema, magari dalla stessa Borsa dei fiori, Flora Holland o da una tra le grandi esportatrici". Esclusa l’idea di attrezzarsi per la consegna diretta: "Visto che forniamo la gestione tecnologica della logistica, rispetto a un grossista normale non abbiamo capannoni, furgoni o personale dedicato – spiega Guzzetti –. Possiamo quindi fare un ricarico sostenibile del 20-30%, inferiore rispetto al 50% di un grossista tradizionale".

I fiori di tutto il mondo in transito ad Amsterdam vengono acquistati all’asta in base al miglior prezzo e trasportati con mezzi specializzati di terzi. "Stiamo preparando un’app per tracciare end-to-end la logistica, grazie a Qr code e tecnologia Gps, per monitorare la posizione del carico in ogni momento". La consegna avviene il giorno dopo l’ordine, con un carrello minimo di 200 euro, "un quarto rispetto alla concorrenza olandese – sottolinea Guzzetti –. Il sistema permette al fiorista di ridurre gli sprechi di invenduto. Grazie ai dati raccolti un algoritmo aiuterà a comprare le quantità e le specie migliori di fronte a un assortimento di 15mila fiori recisi, piante e accessori".