Philippe Bertherat con la moglie Tonie
Philippe Bertherat con la moglie Tonie

SIENA, DALLA finanza alla terra, e al vino in particolare, passando per l’arte, dalla Svizzera alla Val d’Orcia, con la Toscana del vino che continua ad attirare capitali dall’estero. È questo il percorso che ha portato il finanziere svizzero Philippe Bertherat (nella foto con la moglie Tonie), ginevrino, per trenta anni nel Gruppo Pictec, uno dei principali asset di management indipendente d’Europa, e oggi membro dell’Advisory Council di Sotheby’s e presidente del consiglio di amministrazione del Mamco (Museum of Modern and Contemporary Art), ad acquistare terra e vigneti e fondare una cantina a Pienza (Siena), la ‘città ideale’ di Papa Pio II, perla del Rinascimento, il cui centro storico è Patrimonio Unesco, nel cuore della Val d’Orcia Patrimonio Uesco. E così è nato il progetto di Fabbrica, nel 2012 con l’acquisto da parte dei coniugi Bertherat (la moglie Tonie, lussemburghese, è architetto, e ha disegnato la cantina e le etichette dei vini) del podere e di 140 ettari, di cui 35 coltivati a vigneto in regime biologico ed il resto diviso tra aree seminative, ulivi e bosco.

AL CENTRO del progetto enologico, il Sangiovese, ma non solo. Il primo vino prodotto, infatti, è un Sangiovese in purezza, per ora uscito in tre annate: Prototipo 470.1 (2013), 470.2 (2014), 470.3 (2015), a richiamare da un lato l’altitudine media della tenuta (470 metri) e dall’altro ad accompagnare il nome così particolare per una cantina. Dall’annata 2016, invece, si chiamerà più tradizionalmente ‘’Sangiovese’’, a sottolineare anche che le prime tre annate non erano state vinificate nella cantina aziendale, diventata operativa nel 2016. Non c’era la cantina a Fabbrica, ma c’erano vigneti già maturi, circa 15 ettari allevati a Sangiovese di età tra i 15 ed i 35 anni. Oggi la produzione complessiva è di 20mila bottiglie che passeranno nel prossimo biennio a 40mila per arrivare a regime a 50mila. Tre le etichette prodotte: il Fabbrica Sangiovese, il Fabbrica Syrah alla sua prima prima uscita con il 2016 e il Fabbrica Bianco, ottenuto da un articolato uvaggio di Vermentino, Viognier, Roussanne e Marsanne. Ultimo tassello di questo mosaico produttivo, poi, è Villa Borghetto, o altrimenti detta Villa Newton dal nome degli antichi proprietari, confinante con i terreni di Fabbrica e recentemente acquisita, che diventerà un resort con ristorante gourmet.