Il rendering finale del progetto del nuovo stadio dell'AS Roma a Tor di Valle
Il rendering finale del progetto del nuovo stadio dell'AS Roma a Tor di Valle

Roma, 7 maggio 2021 – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha deposto davanti ai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Roma come testimone nel processo nato dall’inchiesta sul nuovo stadio dell'AS Roma, che sarebbe dovuto sorgere a Tor di Valle. Gli imputati alla sbarra sono in totale sedici.

Raggi: “L’assessore Berdini? Contrario solo a parole”

“L'ex assessore Paolo Berdini – ha detto Raggi in aula, rispondendo alle domande dei magistrati – non ha mai avversato il progetto del nuovo stadio della Roma, ma anzi gli ha aperto un'autostrada, anche se oggi ne esce come il paladino dell'anti-stadio. Era contrario a parole ma non nei fatti”.

Raggi ha inoltre spiegato che l'ex assessore comunale all'Urbanistica “non dava mai mandato ai suoi uffici di andare a sedersi coi proponenti del progetto dello stadio per abbattere i metri cubi: al tavolo diceva di essere contrario ma poi non dava seguito. Faceva molte chiacchiere e pochi fatti”.

“Chiesi a Lanzalone di aiutarmi con una exit strategy”

La sindaca ha poi ricordato che, a un certo punto, “coinvolsi Luca Lanzalone nella vicenda stadio perché Berdini ci stava portando a schiantare sugli scogli, non aveva più il polso della situazione e mi sono rivolta a Lanzalone chiedendogli anche di partecipare alle riunioni”.

A Lanzalone, Raggi ha chiesto poi di “aiutarmi da un punto di vista giuridico e tecnico per trovare una exit strategy che non fosse la revoca della delibera Marino sulla quale la maggioranza era spaccata. Il problema sarebbero state conseguenze risarcitorie, quindi lavorammo per ridurre il danno e abbattere le cubature tanto è vero che per noi arrivò ad essere uno stadio fatto bene”.

“Lanzalone contribuì a far cambiare idea a Grillo”

“Luca Lanzalone – ha proseguito Raggi dal banco dei testimoni – godeva di alta considerazione all'interno del Movimento 5 Stelle e fu un buon veicolo per far capire a Beppe Grillo il cambiamento sulla storica posizione del Movimento contraria allo stadio. Doveva tornare indietro da una posizione politica e alla fine anche Beppe cambiò idea, grazie al nuovo progetto, diverso e sostenibile”.

Infine, la sindaca ha aggiunto: “Fu difficile per me far comprendere ai consiglieri che diventando maggioranza dovevamo tenere conto delle conseguenze di revocare l'interesse pubblico per lo stadio. Ci furono tensioni alle riunioni e la stessa maggioranza si spaccò. Per non far 'cadere' un milione di metri cubi di cemento sulla Capitale ci sedemmo al tavolo per trattare sull'abbattimento delle cubature, eliminando il progetto 'monstre'”.