Matteo Salvini e Luigi Di Maio (Ansa)
Matteo Salvini e Luigi Di Maio (Ansa)

Roma, 15 dicembre 2018 - Continuano le tensioni prenatalizie nel Governo gialloverde, anche se i due vicepremier confermano l'intesa sulla manovra economica. Oggi al sottosegretario Giancarlo Giorgetti - che ieri criticava il reddito di cittadinanza, agitando addirittura lo spettro del voto anticipato - risponde un po' piccato Luigi Di Maio: "Io il contratto l'ho firmato con Salvini e nel contratto c'è il reddito di cittadinanza - precisa il vicepremier pentastellato - ci sono le pensioni minime più alte, gli aiuti ai lavoratori, abbiamo limitato i contratti precari: noi dobbiamo andare avanti in questa direzione perché se ricostituiamo lo Stato sociale aiutiamo le persone in difficoltà riparte la domanda interna e ne gioverà tutta l'economia".

Durissimo poi il commento del capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, Francesco D'Uva, rincara la dose: "Bisogna capire se Giorgetti era serio o stava scherzando perché stento a credere che la Lega possa dividere l'Italia in una parte buona e una cattiva. Sarebbe abbastanza grave se ci fosse l'idea di una Italia dei belli e ricchi e una dei brutti e poveri. L'Italia è una e va aiutata tutta", dice a L'intervista di Maria Latella su Sky Tg24. Quanto ai possibili furbetti che potrebbero approfittare del Reddito di cittadinanza, il capogruppo pentastellato assicura: "Sono previsti molti controlli, l'idea è che i controlli impediranno i furbetti che ci sono ovunque. Purtroppo esistono e serve uno Stato che riesca a fermare i furbetti e non temiamo che con il reddito si apra il vaso di Pandora. Andremo avanti, noi ci teniamo tantissimo a questa misura".

SALVINI - Dal canto suo il vicepremier leghista sui social ribadisce, dopo la lettura dei giornali di oggi, che il governo andrà "avanti per difendere il diritto al lavoro e alla pensione, alla sicurezza e alla salute: con il sostegno del Popolo, nulla è impossibile".