Be3ppe Grillo
Be3ppe Grillo
"Se pensate che l’assedio delle Sardine e le uscite di Grillo siano estemporanee o casuali non avete capito quel che sta succedendo! – sbotta un dirigente della minoranza interna, Base riformista, con un suo collega –. Zingaretti vuol continuare a comandare dentro il Pd pur senza esserne più il segretario. Altro che Cincinnato!". Ecco, il clima che si respira nel Pd è così. L’attacco al Pd appare concentrico. Da un lato c’è Beppe Grillo, che ne spara una delle sue: "Se mi invitate – scrive sul suo blog – vengo, faccio il segretario ‘elevato’ del Pd, ci mettiamo 2050 (è la data della transizione green, Di Maio ha annunciato che vuole metterla nel simbolo M5s, ndr ). Io ci sto un anno. Conte sta di là (a capo dei 5 Stelle, ndr ) un...


"Se pensate che l’assedio delle Sardine e le uscite di Grillo siano estemporanee o casuali non avete capito quel che sta succedendo! – sbotta un dirigente della minoranza interna, Base riformista, con un suo collega –. Zingaretti vuol continuare a comandare dentro il Pd pur senza esserne più il segretario. Altro che Cincinnato!".

Ecco, il clima che si respira nel Pd è così. L’attacco al Pd appare concentrico. Da un lato c’è Beppe Grillo, che ne spara una delle sue: "Se mi invitate – scrive sul suo blog – vengo, faccio il segretario ‘elevato’ del Pd, ci mettiamo 2050 (è la data della transizione green, Di Maio ha annunciato che vuole metterla nel simbolo M5s, ndr ). Io ci sto un anno. Conte sta di là (a capo dei 5 Stelle, ndr ) un annetto, parliamo con tutti e facciamo dei progetti comuni. Io non sono iscritto al M5s, mi ero iscritto al Pd qualche anno fa". Poi, ricorda, arrivò la ’profezia’ di Piero Fassino ("Non ha i requisiti, si faccia un suo partito", era il 2009).

Il modo ‘alla Grillo’ per rilanciare l’alleanza a tre M5s-Pd-LeU. Dal Pd, nessuno reagisce, neppure dalla minoranza interna. Tantomeno parlano da quel Nazareno in cui Zingaretti è dimissionario, ma che sempre ‘suo’ resta. Forse non è un caso che la commissione tecnica che la Cuppi ha cooptato per gestire la delicata Assemblea nazionale del 13 e 14 marzo è zeppa di zingarettiani doc (Braga, Furfaro, Oddati, Vaccari). E tra presidente (la Cuppi) e vicepresidenti (Ascani e Serracchiani), più la ‘capa’ delle donne (D’Elia), un esponente delle minoranze non lo si trova col lanternino.

In ogni caso, la minoranza non è fatta di cuor di leone. Solo il senatore Tommaso Nannicini, infatti, produce un ruvido tweet contro Grillo: "Caro Beppe, per candidarsi alla guida del Pd servono due requisiti di base. 1) Iscriversi al Pd. 2) Rimangiarsi i ‘Vaffa’ contro una comunità che ha una voglia matta di buona politica, non di avanspettacolo".

Ma il clou della giornata al Nazareno passa sotto l’assedio, altrettanto ‘finto’, delle Sardine di Mattia Santori (ormai una star: con l’attore Usa Stanley Tucci gira spot in cui loda la mortadella), Jasmine Cristallo, Lorenzo Donnoli. "Il Pd deve aprirsi all’esterno – sentenziano i tre a favor di tg – altrimenti regaliamo il Paese alla destra". Invocano una nuova Piazza Grande (l’evento con cui Zingaretti lanciò la candidatura alle primarie dem del 2019, poi nome della sua mozione congressuale) e giurano, ai microfoni di Agorà (Rai 3), che: "Zingaretti è bravo, ha democratizzato il M5s". Santori intigna: "Il Pd è preda del pantano delle correnti, ma se salta il campo largo con M5s e LeU gli chiederemo di seguirci fuori dal Pd". Insomma, prefigura una scissione. Poi i tre ‘leaderini’ salgono al terzo piano per incontrare la Cuppi, la quale li riceve con tutti gli onori per quattro ore. Le Sardine hanno un "approccio combattivo, ma costruttivo" assicura Cuppi.

Zingaretti non c’è, ma da lontano parla di "energia positiva per l’Italia e la democrazia". Poi torna sul "martellamento quotidiano" che lo ha costretto a dimettersi. Per l’ex ministro Peppe Provenzano (area Orlando) "serve un segretario, non un traghettatore". Un altro ex ministro, Francesco Boccia, azzanna Renzi, trattato alla stregua di un criminale. Il capogruppo alla Camera, Delrio, nega di essere un papabile. Pure tanti altri si tirano indietro. Alla fine, dovrebbe spuntarla la franceschiniana Pinotti, che, da ministra alla Difesa, veniva detta la ‘generalessa’: "È un buon punto di mediazione" dicono da tutte le aree. Matteo Ricci, zingarettiano, ha però il pregio di mettere il dito nella piaga: "il Pd corre grandi rischi, prima della fine dell’anno sarà impossibile fare le primarie e in questo tempo lunghissimo ci giochiamo l’esistenza".