Giovedì 23 Maggio 2024

Meloni vuole contare a Bruxelles, Schlein sconta l’imprevedibile Conte

La presidente del Consiglio ha due obiettivi: portare a casa il premierato e tappare le falle della sanità, la segreteria Pd è coerente sulle candidature ma provoca scontenti. Il grillino vuol tornare a Palazzo Chigi

Elly Schlein e Giuseppe Conte

Elly Schlein e Giuseppe Conte

Roma, 6 aprile 2024 – Ho intervistato a lungo in tre giorni consecutivi Giuseppe Conte, Elly Schlein e Giorgia Meloni. Tre storie e tre strategie che più diverse non potrebbero essere. Conte è il più imprevedibile. Fosse sposato con Schlein, lei potrebbe contestargli quella che un tempo si chiamava ‘crudeltà mentale’ e oggi ‘violenza psicologica’. Intendiamoci: Conte pensa ai suoi elettori e conterranei pugliesi che non hanno certamente gradito leggere intercettazioni in cui un capoclientela del Pd locale spiegava come pagare gli elettori e controllarne il voto. Ma annullare le primarie per la designazione del candidato sindaco di Bari a tre giorni dal voto – le prime dell’alleanza Pd-Cinque Stelle – è stato un gesto molto forte.

Schlein accusa Conte di slealtà e lui le chiede di ritirare l’offesa, pena la fine di ogni contatto. I candidati del centrosinistra andranno in ordine sparso, anche se c’è il ballottaggio in cui è verosimile che il perdente di sinistra farà votare il vincente di sinistra. Anche se in Abruzzo 17mila persone che alle politiche del 2022 avevano votato M5s alle regionali hanno scelto il governatore di centrodestra Marsilio.

Giuseppe non ha mai portato Elly a scegliere l’anello di fidanzamento e mai lo farà. Non ama i rapporti stabili, avendo un elettorato inquieto e trasversale che su molte scelte testate dai sondaggi si divide tra destra e sinistra. Il suo obiettivo è tentare un accordo a fine legislatura per tornare a Palazzo Chigi. Ma Elly Schlein mi ha ricordato che lo statuto del Pd prevede che la candidata sia lei. Sta spendendosi per l’accordo dovunque e comunque con grande generosità. Ma episodi come quello di giovedì sera lasciano il segno.

La segretaria sta muovendosi sulle candidature europee in coerenza con il primo anno di mandato: apertura per recuperare chi si è allontanato dal Pd o non vi è mai entrato. Così se l’area riformista sarà coperta dai Bonaccini e dai Decaro, esterni come Lucia Annunziata o l’ex direttore del giornale dei vescovi, Marco Tarquinio, allargano lo scenario, con il rischio tuttavia di scontentare gli uscenti che rischiano di non essere confermati. E questo rischia di limitare anche l’ambito della candidatura Schlein che comunque gioverebbe al Pd.

Giorgia Meloni vive in due mondi separati e opposti. In Italia l’opposizione l’accusa di portare l’Italia allo sfascio. All’estero, agli elogi di due giornali ruvidi come l’ Economist e il Financial Times si è aggiunto adesso il Daily Telegraph di Londra: "Avendo finalmente girato l’angolo, l’Italia sta lentamente facendo invidia all’Europa" e ancora: "L’Italia di Meloni sta facendo quel che la Gran Bretagna può soltanto sognare". Roba che ancora una volta sembra scritta dal Secolo d’Italia .

La premier ha due obiettivi principali. Portare a casa il premierato e tappare le falle della sanità. Nella nostra conversazione, ha chiarito in modo definitivo perché non accetterà mai il cancellierato tedesco. "È una legge che porta necessariamente alle grandi coalizioni. Il Pd lo vuole perché è abituato a governare anche quando perde le elezioni". Sulla sanità, il ministro Orazio Schillaci sta facendo per la prima volta la mappatura nazionale delle liste d’attesa (su cui è prevedibile presto un colpo di scena del governo), Meloni vuole assumere quarantamila medici entro il 2026 e assumere in ospedale gli specializzandi dopo il primo anno per fidelizzarli.

Si candiderà quasi certamente dappertutto alle Europee che per lei sono un’occasione strategica per contare a Bruxelles dove sempre più tutto si decide. Esclude qualunque alleanza con la sinistra. Il resto è mare aperto…