Giovedì 30 Maggio 2024
COSIMO ROSSI
Politica

Elezioni Basilicata, Marrese tenta la spallata: "I lucani costretti a decidere se mangiare o curarsi"

Il candidato del centrosinistra critica l'amministrazione uscente per la gestione disastrosa della sanità. Promette un Piano Operativo Sanitario e si oppone all'autonomia differenziata, proponendo un referendum

Piero Marrese, 43 anni, candidato del centrosinistra a presidente della Regione Basilicata

Piero Marrese, 43 anni, candidato del centrosinistra a presidente della Regione Basilicata

Potenza, 19 aprile 2024 – Piero Marrese, presidente della provincia di Matera e candidato governatore della Basilicata per il centrosinistra, la coalizione lucana è portata a esempio dal leader 5 Stelle Giuseppe Conte ma sconta la defezione di Azione e Italia Viva: teme qualche ripercussione della conflittualità nazionale sul voto di domenica e lunedì?

"Il voto di domenica e lunedì è un voto per la Basilicata, lasciamo a Roma contenziosi che mi paiono ormai oziosi. E i cittadini lucani lo sanno bene. Essi hanno davanti una scelta semplice. Da una parte ci sono due presidenti uscenti (il candidato del centrodestra Vito Bardi e Marcello Pittella di Azione, ndr.), trasformismo e mala gestione. Dall’altra parte ci sono io: un giovane amministratore e presidente di Provincia, un uomo del territorio che reputa di potersi considerare espressione del cambiamento necessario".

Che eredità lascia secondo lei l’amministrazione Bardi, che è stata la prima del centrodestra?

"Disastrosa. Ma non sono io a dirlo: sono i numeri. C’è una voragine nei conti della sanità. Assenza completa di una pianificazione, liste d’attesa lunghissime: il 20% dei cittadini lucani sceglie se curarsi o mangiare, il 28% va fuori dalla Regione anche per esami ordinari. Sono i dati di un fallimento".

Anche in Basilicata, quindi, la tenuta del tema del sistema sanitario è la principale emergenza di governo al centro della campagna elettorale?

"Lo è. La pandemia del Covid-19 ha ricordato a tutti l’importanza della sanità e del sistema universalistico. In Basilicata, dove la popolazione è più anziana rispetto ad altre regioni, la questione è ancora più importante. Per questo la prima cosa che intendo fare da Presidente sarà il Piano Operativo Sanitario. Ci impegneremo a fare in sei mesi quel che non ha fatto Bardi in 5 anni. Dobbiamo salvare la sanità lucana dal commissariamento per assumere medici e personale sanitario, investire nelle case di comunità e nella telemedicina".

Quali sono invece le altre priorità del centrosinistra lucano?

"Una Basilicata dignitosa e con la testa alta, che difende l’ambiente e ottimizza le risorse di cui è ricca, che lavora per offrire ai giovani opportunità e prospettive. Una Regione che migliora la sua offerta turistico-culturale, implementa servizi e infrastrutture. Una Basilicata che lavora per dare ad una popolazione sempre più anziana ciò che serve per vivere la terza età in serenità. E che investe nel digitale e assicura a tutti l’accesso a strumenti e tecnologie all’avanguardia".

Da candidato governatore, cosa pensa dell’autonomia differenziata e come ritiene che le Regioni del Mezzogiorno debbano agire una volta che sarà divenuta legge?

"Lo ‘spacca Italia’, com’è giusto definirlo, è un’ipoteca sul nostro futuro. E il governatore Bardi su questo ha tradito i lucani, dicendo Sì alla riforma. Il mio primo atto da presidente sarà invece un No secco all’autonomia differenziata, anche per creare un asse con quelle regioni, in primis Campania e Puglia, che si sono dichiarate contrarie".

Con quale obiettivo?

"Quello di promuovere un referendum sul tema per abrogare lo ‘spacca Italia’".