Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria (Ansa)

Roma, 19 novembre 2018 - La manovra finanziaria 2019 verso un nuovo stop dell'Europa. La Commissione Ue è pronta a bocciare nuovamente la Legge di Stabilità e a dichiarare non in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita il percorso di rientro del debito pubblico. Lo si è appreso da fonti europee secondo le quali, salvo colpi di scena dell'ultima ora, la Commissione renderà note le sue conclusioni mercoledì prossimo. Si compirà così il primo passo sulla strada che, in assenza di fatti nuovi, porterà all'apertura di una procedura per deficit eccessivo dovuta al debito.

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Nella nuova opinione sulla legge di bilancio dell'Italia per il 2019, la Commissione - a quanto si è appreso - analizzerà più in dettaglio gli elementi della manovra, in particolare sul fronte delle spese, ma arriverà alle stesse conclusioni contenute nella prima lettera, ovvero che si prospetta una violazione delle regole che sovraintendono al funzionamento dell'Eurozona. A dare il via al percorso che porta diritto verso la procedura sarà però soprattutto il rapporto preparato da Bruxelles in base a quanto previsto dall'ex articolo 126.3 del Trattato e nel quali si 'certificherà' la violazione della regola del debito da parte dell'Italia. Una volta adottato dalla Commissione, il documento sarà trasmesso all'Ecofin e solo dopo aver attenuto il suo via libera l'esecutivo europeo procederà a preparare la proposta di apertura formale della procedura per deficit eccessivo legato al debito. I tempi per il completamento di questo iter non sono ancora stati definiti, ma fonti europee indicano che il percorso potrebbe arrivare a conclusione entro la fine dell'anno oppure all'inizio del prossimo.

Davanti al rischio di avvio di una procedura che nella sua specificità non ha precedenti, gli addetti ai lavori tengono a evidenziare che la politica economica del Paese "ne potrebbe essere condizionata per anni". E se i margini di trattativa appaiono al momento esauriti, nelle prossime settimane ci sarà ancora spazio per il rilancio di un dialogo costruttivo. Ricordando tuttavia che dietro una Commissione in scadenza - al suo rinnovo si procederà qualche mese dopo le elezioni europee di maggio - ci sono gli altri 18 Paesi dell'Eurozona che finora si sono mostrati compatti nel sostenere e chiedere a Bruxelles di far rispettare le regole comuni.

Il governo italiano tuttavia continua a ribadire la volontà di non arretrare. Il ministro Tria partecipa all'Eurogruppo informale allargato a 27 e conferma filosofia e cifre del progetto di bilancio dell'Italia: "Il programma del governo non cambia - dice - anche se "c'è tutta l'intenzione di portare avanti la discussione" con la Commissione europea. Il rischio di un'apertura della procedura per deficit eccessivo da parte di Bruxelles è concreto, ma il ministro dell'Economia replica che "l'Italia ha rimandato la risposta alla richiesta della Commissione, aspettiamo di vedere quale sarà la risposta, quale sarà il tono della risposta e quello che si richiede. Andiamo avanti passo dopo passo, vediamo cosa rispondono e noi risponderemo alle osservazioni che verranno fatte".

CONTE A CENA DA JUNCKER - Sabato intanto il premier Conte sarà a cena a Bruxelles da Juncker. "Ho avuto una conversazione con Juncker nel pomeriggio ma ero a Caserta e non potevo parlare. Ci siamo sentiti adesso per una quindicina di minuti e abbiamo convenuto che sarò sabato da lui a cena dopo il meeting a Bruxelles", ha fatto sapere il presidente del Consiglio.

EMENDAMENTI ALLA MANOVRA - Gli emendamenti alla legge di Bilancio dichiarati inammissibili sono un migliaio, sui 3.626 presentati in commissione alla Camera, mentre circa 2.600 sono stati considerati ammissibili. Nel merito degli emendamenti, non ci sarà, per volere della Lega, quello sui preservativi gratuiti ai migranti.

PACE FISCALE - Rischia intanto di slittare ancora l'avvio delle votazioni al dl fiscale in commissione Finanze del Senato. I tecnici del Mef sono ancora al lavoro sui pareri sugli emendamenti presentati e governo e maggioranza lavorano alla stesura della proposta di modifica, frutto dell'intesa raggiunta nel vertice politico che si è svolto la scorsa settimana, che eliminerà la dichiarazione integrativa speciale dalla pace fiscale.

ALLARME SPREAD - Il confronto con l'Ue sulla manovra pesa sulla Borsa di Milano che chiude in calo (-0,29%), in linea con gli altri listini europei che hanno risentito dell'andamento negativo di Wall Street. Su Piazza Affari ha pesato anche lo stacco delle cedole di Mediobanca (-4,8%), Banca Mediolanum (-1,8%), Terna (-1,5%), Recordati (-1,2%) e Tenaris (-2%) con una incidenza dello 0,18% sul Ftse Mib. Archivia la seduta in rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco a quota 322 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. 

ASTA BTP - Il Tesoro inoltre ha venduto tutti i 5,5 miliardi di Btp a tre, sette e vent'anni di scadenza residua, con tassi generalmente in calo. Il Btp ottobre 2021, terza tranche, è stato collocato per 2,5 miliardi di euro a un rendimento medio dell'1,98%, in calo di 53 centesimi dall'asta dell'11 ottobre. Il novembre 2025 ha totalizzato gli 1,75 miliardi a un tasso del 3,12%, -16 centesimi, mentre il settembre 2038, venduto per 1,25 miliardi, ha visto un rendimento del 3,90%.

WALL STREET AFFONDA - E Wall Street affonda. Il Dow Jones perde l'1,94% a 24.919,20 punti, il Nasdaq cede il 3,11% a 7.022,45 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,55% a 2.693,07 punti.