Il senatore M5S, ora passato alla Lega, Ugo Grassi (ImagoE)
Il senatore M5S, ora passato alla Lega, Ugo Grassi (ImagoE)

Roma, 12 dicembre 2019 - Ieri era nell'aria, oggi il passaggio del senatore Ugo Grassi, eletto con il M5S, alla Lega, è stato formalizzato.

"Non ho mai preteso alcun ruolo di governo, né ho mai ritenuto essenziale conseguirli. Si può contribuire in molti modi, ma sempre sul presupposto di essere ascoltati, di poter avviare un confronto sulle scelte e sugli obiettivi politici", ha scritto Grassi in una lettera. "Mi sono invece ritrovato del tutto inascoltato su molteplici tematiche che pure avevo posto a base dell'accettazione della mia candidatura. Durante questa prima fase della XVIII legislatura mi sono ripetutamente domandato per quale ragione avessero mai voluto tra i loro eletti un professore universitario se del mio contributo nessuno si curava", ha aggiunto.

Salvini lo ha accolto a braccia aperte. "Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene", soono state le parole del leader della Lega. 

Dall'altro lato, il leader 5 Stelle Di Maio è partito all'attacco: "So che ci sono forse altri senatori pronti a passare alla Lega. Se pensano che il M5s non gli dia abbastanza potere, possono passare alla Lega ma non raccontino balle ai cittadini - ha detto il capo politico M5S - . Dicano chiaramente che il tema non è il Mes ma che gli hanno promesso l'elezione alle prossime regionali o un seggio alle politiche. Dicano quanto costa al chilo un senatore per la Lega. Il mercato delle vacche a cui stiamo assistendo è la solita dinamica dei voltagabbana degli ultimi trenta-quarant'anni e che abbiamo sempre combattuto". 

Sulla questione è intervenuto anche il premier Conte, che però si è detto non preoccupato. "Non mi fate parlare sui cambi di casacca - ha detto Conte - perché poi al momento opportuno, anche in passaggi che hanno provocato nel dibattito pubblico tante fibrillazioni, come ieri sia alla Camera che al Senato, abbiamo avuto un riscontro numerico che è quello che conta: c'è stata una piena dimostrazione di coesione da parte della maggioranza".